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Nel nord-est della provincia di Varese, al confine con la Svizzera, sorge il Parco 5 Vette: un’area naturale che si estende tra i comuni di Cuasso al Monte, Valganna e Marzio e che include nel suo territorio cinque montagne delle Prealpi Varesine – oltre a una serie di piccoli e grandi laghi.
Il Monte Piambello, con un’altitudine di 1125 mslm, è la vetta più alta del parco: oggi ti parlo della semplice escursione che sale fino alla sua cima partendo dal paese di Cuasso al Monte e, nello specifico, dalla frazione di Imborgnana: si tratta di uno dei trekking più belli da fare in provincia di Varese.
Pronto a scoprire tutto su questa escursione?
In questo articolo
Monte Piambello da Cuasso al Monte: l’escursione in sintesi
L’escursione che ti propongo in questo articolo è adatta a tutti, anche se è moderatamente lunga: si tratta di un anello di 13 chilometri che parte e torna a Imborgnana, una piccola frazione di Cuasso al Monte, giungendo in vetta al Monte Piambello e facendo tappa, durante la discesa, alle suggestive “Rocce Rosse” – splendidi affioramenti di porfido rosso che lasciano senza fiato.
Il dislivello complessivo è di circa 400 metri.
DISLIVELLO IN SALITA/DISCESA | 400 metri |
ALTITUDINE DI PARTENZA | 726 mslm |
ALTITUDINE DI ARRIVO | 1125 mslm |
SVILUPPO (ANELLO) | 13 km |
TEMPO TOTALE (ANELLO) | 4 ore circa |
DIFFICOLTÀ | E (Escursionistico) |
Ho messo a tua disposizione anche la traccia gpx di questa escursione: ti consiglio di scaricarla cliccando qui e di utilizzarla come riferimento sul tuo smartphone per evitare di perderti!
L’Alpe Stivione e il Sass di Böll
Il punto di partenza dell’escursione è la frazione di Imborgnana (Cuasso al Monte). Qui è possibile lasciare l’auto in un parcheggio gratuito e proseguire a piedi. Si imbocca il sentiero che si diparte dal piccolissimo centro abitato in direzione dell’Alpe Stivione.
Nella mappa sottostante ho indicato il punto di partenza, la vetta del Piambello e le due deviazioni che consiglio di fare durante il trekking: il Sass di Böll e Rocce Rosse.
L’ampio sentiero sale molto dolcemente fino all’Alpe Stivione ed è fresco e ombreggiato poiché si addentra in un bellissimo bosco. Giunti all’alpe, la traccia incrocia il sentiero 465C/D (Cuasso al Monte – Bivio Bocchetta dei Frati – Boarezzo). Per il momento ignoralo e segui il tracciato gpx che ti ho fornito, in direzione della Bocchetta di Stivione. Qui il sentiero inizia a salire più ripidamente, ma sempre su una traccia pulita e molto agevole.
Si seguono le indicazioni per il Monte Piambello: la segnaletica è ben presente, così come i bolli bianco-rossi. Purtroppo il percorso non è molto panoramico, perché è completamente immerso nella vegetazione, ma questo è un lato positivo soprattutto in estate – quando fa molto caldo!
Superata la Bocchetta di Stivione (872 mslm), si prende il sentiero 465 Marchirolo – Porto Ceresio (che coincide con il Sentiero Italia SI) che sale con decisione fino al bivio per il Sass di Böll (990 mslm) (o Sasso Bolle), per il quale ti consiglio di fare una brevissima deviazione.
Si tratta di un enorme masso risalente all’età del Ferro, la cui circonferenza è di circa 20 metri! Secondo alcuni studi, questo monolite è persino stato un luogo di culto nell’antichità. Oggi è possibile salire in cima al masso tramite una piccola scaletta scavata artificialmente nella roccia, per ammirare il panorama sulla vallata e sul bosco sottostante.

Trekking Varese: il Monte Piambello
Fatta la breve deviazione per il Sass di Böll, torna sui tuoi passi per qualche centinaio di metri fino a tornare al bivio incontrato in precedenza. Imbocca quindi il sentiero in salita seguendo le indicazioni per il Monte Piambello (mancano circa 20 minuti alla vetta). La traccia è abbastanza ripida ma assolutamente fattibile e percorribile da tutti con un piccolo sforzo.
Si arriva infine in vetta a 1125 mslm e la vista si apre improvvisamente a 360°, spaziando su tutta la provincia e sulle montagne vicine e lontane: verso sud ecco la Valceresio con il distinguibilissimo Monte Useria e i più imponenti San Bernardo e Minisfreddo.

Spostando lo sguardo verso ovest spiccano il Poncione di Ganna (un’altra cima del Parco delle Cinque Vette), il Monte Nudo e, in lontananza, il massiccio del Monte Rosa con la sua catena. Verso nord si scorgono invece il Monte Gradiccioli, il Monte Tamaro e il Monte Lema, le vette che fanno parte della celebre traversata Lema-Tamaro!
A est, infine, il Lago Ceresio (o di Lugano), San Salvatore, il Monte Generoso, il Monte San Giorgio, il Monte Orsa e il Monte Pravello. Insomma, una vista clamorosa e assolutamente da non perdere soprattutto nelle giornate limpide! Pensa che, guardando verso sud in giornate particolarmente terse, si possono vedere addirittura i grattacieli di Milano e gli Appennini!

La discesa e le “Rocce Rosse”
Ti svelo un segreto: seguendo la mia traccia sei salito al Monte Piambello per il tragitto più lungo e difficile … ma anche per il più spettacolare!
La buona notizia è che ora potrai chiudere l’anello scendendo dal versante meno impegnativo, ovvero quello raggiunto da una strada gippabile che sale fin quasi in vetta. Quando deciderai di lasciare la cima, quindi, imbocca il largo sentiero di ghiaia che scende, a tornanti, fino alla Bocchetta dei Frati.
Prosegui quindi la lunga discesa, ma fai attenzione: a un certo punto troverai un bivio e avrai la possibilità di fare un’altra breve deviazione per vedere qualcosa di unico e molto spettacolare. Sto parlando di “Rocce Rosse”, impressionanti affioramenti di porfido rosso che sono stati scavati per realizzare una fortificazione militare ai tempi della prima guerra mondiale. Sono visitabili tre postazioni, posizionate su tre livelli differenti: porta con te una torcia o utilizza quella del cellulare per farti strada nei suggestivi cunicoli!

Una volta ricongiunto con il sentiero principale, puoi continuare la discesa verso valle seguendo due possibili sentieri: quello che prosegue sulla gippabile fino a Imborgnana oppure quello indicato nella traccia gpx che ti ho fornito, che torna a immergersi nel bosco e che discende fino all’ormai abbandonato Ospedale di Cuasso al Monte. Quest’ultima opzione è meno turistica. Da qui si cammina fino alla sede della Protezione Civile di Cuasso al Monte e, infine, si giunge al punto di partenza.

Il Monte Piambello è la cima più alta del Parco 5 Vette, ma sai quali sono le altre montagne che ne fanno parte? Esse sono: il Poncione di Ganna (999 mslm), il Monte Val de’ Corni (994 mslm), il Monte Marzio (880 mslm) e il Monte Derta (785 mslm).
Parco 5 Vette Varese
Il Parco 5 Vette è un parco naturale che si estende su un territorio di circa quattordici chilometri quadrati, istituito nel 2017 tra i comuni di Cuasso al Monte, Valganna e Marzio.
Il Monte Piambello, la più alta delle cinque vette del parco, sorge in una posizione particolarmente centrale tra le valli varesine: domina infatti la Valceresio, la Valganna, la Valcuvia e la Val Marchirolo – e non a caso dà il nome alla Comunità Montana del Piambello, l’ente che dal 2009 riunisce la Comunità montana Valceresio e della Comunità montana Valganna e Valmarchirolo.
Il territorio del Piambello si caratterizza per il paesaggio estremamente variegato, in cui ampie vallate modellate dai ghiacciai si alternano ai morbidi rilievi prealpini e ai numerosi corsi d’acqua della provincia.

Sapevi che il Monte Piambello è di origine vulcanica? Questa apparentemente innocua montagna è stata infatti un vulcano particolarmente attivo nel Paleozoico e, nello specifico, nel periodo del Permiano medio. Non è incredibile?
Trekking al Monte Piambello: conclusioni
Nei miei precedenti articoli mi sono occupato di tante altre bellissime escursioni in provincia di Varese e ognuna di esse ha una particolarità che la rende unica! Ad ogni modo, questa che raggiunge la cima del Monte Piambello è una delle più interessanti, non fosse altro per la grandiosità del panorama che consente di ammirare nonostante le altitudini piuttosto ridotte.
Se sei interessato alle tante escursioni che si possono fare nei dintorni di Varese, leggi anche i racconti di tanti altri trekking della provincia, come quelli al Monte Chiusarella e Martica, ai bellissimi Pizzoni di Laveno, al Monte Generoso e al Monte Lema.
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Nota: le tracce gpx inserite in questo articolo sono da intendersi unicamente come riferimento e potrebbero contenere imprecisioni o errori. L'autore non si assume alcuna responsabilità derivante dall'utilizzo da parte del lettore di tali tracce lungo i sentieri menzionati nell'articolo.