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In montagna in sicurezza: l’attrezzatura necessaria per un trekking sulla neve

Camminare nella neve fresca, in una bella giornata d’inverno in montagna, è un’esperienza semplicemente meravigliosa! Ciaspole ai piedi, tanta voglia di divertirsi e un caldo rifugio ad attenderci in cima. Ma è davvero tutto qui quello che serve per vivere in sicurezza una giornata sulla neve? Non proprio!

La montagna in inverno è una nuova serie di articoli che ti spiegano come affrontare nel modo corretto e in completa sicurezza un trekking sulla neve. Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di come valutare il rischio di un’escursione, leggendo e interpretando bollettini meteorologici e valanghe: se non lo hai ancora fatto, ti consiglio di leggerlo! Oggi ti spiegherò invece qual è l’attrezzatura necessaria e come utilizzarla per rendere più agevole e meno rischiosa la tua gita in montagna. Sai quando conviene utilizzare le ciaspole, e come indossarle? Sai come effettuare una chiamata ai soccorsi in caso di necessità? E soprattutto, sai cos’è il kit ARTVA e perché molti sostengono sia obbligatorio?

Ti spiego questo e molto altro in questo articolo: continua a leggere!

Le ciaspole

Le ciaspole, o racchette da neve, sono uno strumento che si calza sopra allo scarpone da trekking. Il loro scopo è quello di aumentare la superficie calpestata, evitandoti di sprofondare nella neve fresca e consentendoti così di muoverti più agevolmente.

Le racchette sono necessarie solo se lungo il sentiero che stai percorrendo è caduta una generosa quantità di neve fresca, non battuta: in questo caso queste si riveleranno estremamente utili perché sostanzialmente ti permetteranno di “galleggiare” sul manto nevoso. In caso contrario, ovvero se la neve è molto ghiacciata e compatta, oppure se il sentiero è stato recentemente battuto, ti consiglio di evitare di utilizzarle: rischieresti di portare con te del peso inutile e di fare più fatica del necessario! Procedi semplicemente con gli scarponi, eventualmente dotandoti di ramponcini da neve, dei quali parleremo più tardi: continua a leggere!

Indossare le ciaspole è molto semplice, ma richiede qualche piccola attenzione: innanzitutto le due racchette non sono interscambiabili, quindi devi verificare quale sia la destra e quale sia la sinistra! Ricordati che le fibbie dei cinturini che assicurano il piede alla ciaspola devono essere sempre rivolti all’esterno. Indossa le ciaspole stando in piedi e regola con precisione la loro parte mobile in modo tale da portarla contro al tallone; dopodiché chiudi le fibbie tirando i cinturini, che non devono risultare né troppo strette, né troppo larghe. Le chiusure sono due, una sulla punta e una sul collo del piede.

Una volta indossate, camminare in avanti con le ciaspole ai piedi è piuttosto facile: ricordati solamente di non provare a camminare all’indietro! Ma perché dovresti farlo?

Escursione nella neve risalendo la Val Bognanco fino al Passo del Monscera.
Escursione nella neve risalendo la Val Bognanco fino al Passo del Monscera.

Le racchette da neve sono adatte anche per muoversi su leggere pendenze, e sottolineo leggere: non provare mai ad affrontare salite o discese ripide, perché il rischio di cadere e farti male è molto alto! In caso di leggera salita, per faticare meno, devi sollevare l’alzatacco delle ciaspole: si tratta di un piccolo gancetto situato nella parte posteriore, che una volta azionato permette al tallone di sollevarsi di qualche centimentro. In questo modo ridurrai la corsa del piede mentre avanzerai, affaticando meno i muscoli delle gambe.

Allo stesso modo, quando stai per affrontare una leggera discesa, devi usare un altro strumento chiamato bloccatallone, che si attiva con un click e che agisce impedendo al piede di muoversi lateralmente. Con il piede saldamente ancorato alla racchetta da neve si riduce il rischio di perdere l’equilibrio e cadere.

Ricordati che se lungo il sentiero vi sono dei tratti ghiacciati, le ciaspole non sono assolutamente adatte! Inoltre, per essere utilizzate correttamente, le racchette da neve vanno sempre accompagnate dai bastoncini da trekking, dei quali ti parlo proprio nella prossima sezione!

In commercio esistono diverse tipologie di ciaspole, la maggior parte delle quali sono realizzate in plastica e dotate di alzatacco; non tutte hanno invece il bloccatallone. Puoi acquistare le racchette da neve in un negozio di articoli sportivi oppure su Amazon, dove sono disponibili prodotti a prezzi molto convenienti, come ad esempio questo ottimo modello della Ferrino in super sconto e dotato di tutti i dispositivi accessori di cui ti ho parlato:

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I bastoncini da trekking

Come ti accennavo, le ciaspole vanno sempre usate insieme ai bastoncini da trekking. Molto spesso questi oggetti sono sottovalutati o snobbati dagli escursionisti, ma si tratta in realtà di strumenti molto utili, non solo per i principianti, ma per tutti i frequentatori della montagna e in ogni stagione.

Lo scopo principale dei bastoncini è quello di dare maggiore sostegno e stabilità all’escursionista, permettendo di scaricare in modo efficiente il peso dello zaino e alleviando il carico dalla zona della schiena. Questo si traduce in minore fatica durante il cammino, minor rischio di infortuni e maggiore resistenza fisica.

Nonostante possa sembrare facile, il loro impiego richiede una tecnica specifica. Innanzitutto, i bastoncini devono essere regolati perfettamente in altezza. Per farlo, quando sei in piedi, devi regolare entrambi alla stessa altezza in modo tale che ti consentano di mantenere gli avanbracci perfettamente paralleli al suolo, con i gomiti piegati a novanta gradi. La maggior parte dei bastoncini da trekking è dotato di una scala graduata: prendi nota della tua misura ideale e tienila a mente. 

Quando affronterai una salita, infatti, dovrai accorciare entrambi i bastoncini per fare meno fatica e sfruttarli al massimo. I gomiti dovranno formare un angolo acuto. Va da sé che, tanto più è ripida la salita, tanto più i bastoncini dovranno essere abbassati. Viceversa, nelle discese, devono essere alzati rispetto al valore normale, per compensare la pendenza del sentiero. I gomiti, in questo caso, devono formare un angolo ottuso.

Sulla neve, i bastoncini devono essere utilizzati con le apposite palette: queste servono per darti una stabilità ancora maggiore, oltre che per aiutarti a capire quanto è profonda la neve dove stai camminando. Ricordati inoltre di rimuovere i gommini protettivi, in modo tale che le punte possano penetrare nel terreno e fare maggiore presa.

Sullo store di GYPSY-GUY trovi degli ottimi bastoncini da trekking realizzati in alluminio e fibra di carbonio, di alta qualità e duraturi. Ricorda che i lettori di Un due tre, si viaggia! hanno diritto a uno sconto del 15% su tutto il catalogo e alla spedizione gratuita: approfittane e usa il codice sconto UNDUETRESIVIAGGIA al checkout!

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I ramponcini da neve

Quando si cammina in montagna su ghiaccio o neve, l’aderenza offerta dai normali scarponi da trekking, per quanto questi possano essere di alta qualità, non è mai sufficiente per muoversi in sicurezza. Una suola di gomma, infatti, tenderà sempre a scivolare su fondi impegnativi, mettendoti a rischio. I ramponcini risolvono questo problema perché presentano delle punte di acciaio che penetrano nel ghiaccio o nella neve, garantendo stabilità e sicurezza.

ramponcini da neve si calzano sopra agli scarponi da trekking, e hanno una struttura in gomma elastica che si adatta facilmente a ogni misura di scarpa. Possono essere quindi indossati in pochissimi secondi quando servono, ed essere rimossi altrettanto rapidamente. Inoltre pesano davvero poco.

Un paio di ramponcini da neve, parte dell'attrezzatura necessaria per un trekking sulla neve.
Un paio di ramponcini da neve, parte dell’attrezzatura necessaria per un trekking sulla neve.

Ho parlato in lungo e in largo dei ramponcini da neve su questo blog, spiegando anche perché è una buona idea averli nello zaino persino in estate! A maggior ragione, per un’escursione invernale è di fondamentale importanza che tu li abbia con te, in modo tale da poterli indossare in caso di necessità. Quando ad esempio ti ritrovi ad affrontare un tratto di sentiero ghiacciato, puoi calzarli sui tuoi normali scarponi da trekking in un attimo, e rimuoverli quando non saranno più necessari.

Quali ramponcini scegliere? Per rispondere a questa domanda ti rimando a questo mio articolo, nel quale ho già affrontato il tema.

Io utilizzo da tempo e con soddisfazione questi ramponcini. Possiedono 32 punte in acciaio inox da un centimetro ciascuna, ben distribuite lungo tutta la lunghezza del piede, e una struttura in gomma elastica molto pratica.

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Il comunicatore satellitare

Essere sempre raggiungibile e poter comunicare in ogni circostanza con i soccorsi è molto importante per evitare di ritrovarti in situazioni di pericolo che possono coinvolgere te o i tuoi compagni di avventura! Esistono applicazioni molto utili, come ad esempio GeoResQ, della quale ho parlato in questo articolo e che ti consiglio di scaricare e utilizzare sempre, che ti consentono di effettuare chiamate di emergenza e condividere la tua posizione con i soccorsi tramite la rete cellulare.

La grossa limitazione di queste app è però legata al fatto di non essere utilizzabili laddove la copertura cellulare non è presente o è molto ridotta. Come puoi ben saprai, questa situazione è tutt’altro che infrequente in montagna o in luoghi isolati, e in questi casi, purtroppo, le app in questione diventano completamente inutili. Che fare, quindi?

La soluzione è quella di utilizzare e avere sempre con sé un comunicatore satelitare, ovvero un dispositivo in grado di comunicare sempre, dal momento che sfrutta la copertura satellitare globale. Ho già trattato questo tema in altre occasioni, e in particolar modo ho parlato estensivamente del Garmin inReach Mini 2, il dispositivo che utilizzo sempre e che mi sento di consigliarti caldamente, in questo articolo.

Garmin inReach Mini 2

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Attrezzatura ARTVA: chiariamo la situazione

Veniamo a un punto critico, sul quale regna il caos ormai da diverso tempo: parliamo del kit ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in VAlanga). Come spiega l’acronimo, si tratta di uno strumento elettronico dotato di una ricetrasmittente che viene comunemente utilizzato da alpinisti e soccorritori per ricercare le persone travolte dalle valanghe. Il kit si compone, oltre che dell’apparato ricetrasmittente, anche di una sonda e di una pala.

L’ARTVA è salito alle luci della ribalta nel gennaio 2022, quando è stato pubblicato il decreto legislativo 28/2/2021 n. 40 che, sostanzialmente, impone l’obbligo di avere con sé l’attrezzatura ARTVA, pala e sonda a tutti i soggetti che “praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe”.

Come avrai intuito dall’estratto che ho riportato, il decreto legislativo è piuttosto vago e non chiarisce esattamente le condizioni nelle quali è obbligatorio avere con sé il kit. Per rendere più chiaro il motivo delle tante discussioni e polemiche che sono state sollevate in merito, è necessario specificare che questa strumentazione è estremamente costosa: parliamo di un investimento di diverse centinaia di euro per un singolo dispositivo. Inoltre, affinché questo possa essere utilizzato correttamente, sono richieste formazione e competenze specifiche, nonché una certa esperienza. Non a caso, esistono corsi tenuti da guide alpine e associazioni specializzate volti proprio a insegnare l’utilizzo del kit ARTVA.

Insomma, non ci si improvvisa soccorritori e avere con sé uno strumento costoso e inutilizzabile sarebbe decisamente poco utile. Quindi, come ci si deve comportare se si vuole fare una semplice escursione sulla neve? Bisogna davvero dotarsi di questa costosa e complicata attrezzatura?

Tra gli altri, il decreto legislativo include negli sport considerati “a rischio”, e dunque soggetti all’obbligo di ARTVA, le attività escursionistiche in ambiente innevati anche mediante racchette da neve. Tuttavia, specifica anche che ciò si applica laddove sussistano rischi di valanghe. Come ti ho spiegato nel precedente articolo di questa serie, prima di partire per una gita invernale è sempre necessario controllare il bollettino valanghe per accertarsi che non siano presenti rischi.

Il buonsenso, quindi, vince anche in questo caso: se stiamo affrontando un’escursione in una zona dove non sussiste rischio valanghe, non siamo tenuti ad avere con noi il kit ARTVA.

Un’ulteriore considerazione viene dall’articolo 29 dello stesso decreto legislativo, che stabilisce come i soggetti competenti per il controllo e il sanzionamento siano: “La Polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri, il Corpo della Guardia di finanza, nonche’ i corpi di polizia locali, nello svolgimento del servizio di vigilanza e soccorso nelle localita’ sciistiche”. È quindi evidente che, al di fuori degli impianti sciistici, nessuno potrebbe comunque verificare se abbiamo con noi il kit ARTVA.

Conclusioni

In questo secondo appuntamento con la serie La montagna in inverno abbiamo parlato dell’attrezzatura necessaria per affrontare in completa sicurezza un’escursione sulla neve. Dopo aver valutato il rischio di una gita invernale e aver stabilito che non vi sono pericoli legati a meteo e valanghe, è infatti importantissimo prepararsi correttamente con la strumentazione adeguata per affrontare ogni situazione, anche quelle più spiacevoli!

Se l’articolo ti è piaciuto, continua a leggere questo blog: nel prossimo articolo parleremo di abbigliamento tecnico per la neve e di come vestirsi per una gita in montagna nella stagione invernale.

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