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Un viaggio di nove ore a bordo di un autobus sovraffollato, attraverso alcuni dei paesaggi più remoti, aspri e desolati del pianeta. Non è un’esagerazione: l’immenso plateau di Changthang e le sue valli, che si diramano nel Ladakh orientale, sono considerate tra le aree più inospitali della Terra. Perché, allora, sobbarcarsi un viaggio simile?
Su unduetresiviaggia.it ti sto raccontando il mio assurdo viaggio in Ladakh e oggi voglio parlarti dell’esperienza che mi ha portato a raggiungere Hanle, un insediamento posto a ridosso del confine con la Cina, e del motivo che mi ha spinto a partire per una delle avventure più intense della mia vita da backpacker.
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In questo articolo
Hanle Ladakh dove si trova?
“Qui l’aria è molto rarefatta e l’ossigeno comincia a scarseggiare. Il suolo, tipico dei deserti freddi d’alta quota, è troppo arido per permetterne la coltivazione e in inverno è costantemente sferzato da un vento feroce e implacabile, che porta le temperature a scendere tranquillamente sotto i -30 °C”
Il plateau di Changthang si estende tra il Ladakh sud-orientale e il Tibet, a un’altitudine media di 4500 metri sul livello del mare: qui l’aria è molto rarefatta e l’ossigeno comincia a scarseggiare. Il suolo, tipico dei deserti freddi d’alta quota, è troppo arido per permetterne la coltivazione e in inverno è costantemente sferzato da un vento feroce e implacabile, che porta le temperature a scendere tranquillamente sotto i -30 °C. Non è sorprendente, quindi, che in quest’area remota e isolata dell’India non vi siano città vere e proprie, ma solo sporadici insediamenti e accampamenti nomadi.
Hanle è uno di questi, ed è chiamato casa da almeno trecento persone: trecento persone che vivono in condizioni estreme, là dove i ritmi sono imposti dalla natura. E dove la natura è maestosa, sia in terra che in cielo.

La città vera e propria più vicina ad Hanle, se escludiamo quindi i piccoli villaggi che si trovano di tanto in tanto lungo la strada, è Leh – la capitale del Ladakh – che dista 250 chilometri: un viaggio lunghissimo, che attraversa valli selvagge e scarsamente abitate. La ricompensa, però, è un paesaggio unico al mondo – un piccolo scrigno che custodisce anche uno dei cieli stellati più belli del pianeta.
Hanle si trova infine a ridosso del Passo Umling-La: potresti non averne mai sentito parlare, ma devi sapere che si tratta della strada carrozzabile più alta del mondo e che sfiora infatti i 5800 mslm di altitudine. Dietro questo passo, nella graduatoria, ci sono solamente i passi Chang-La e Khardung-La, che si trovano sempre in Ladakh e dei quali ho avuto modo di parlarti raccontandoti le altre mie avventure in questa terra d’alta quota. Oltre il Passo Umling-La si trova il piccolo villaggio di Koyul, uno dei pochi che sorgono in una striscia di terra attualmente contesa tra India e Cina.
Hanle Ladakh perché andarci?
“Uno degli obiettivi principali del mio viaggio in Ladakh era quello di perdermi in paesaggi immensi e sconfinati, lontani dalla civiltà e dall’urbanizzazione, in luoghi dove l’uomo è ancora profondamente legato alla natura e al contatto con le cose semplici”
Parliamoci chiaro: Hanle non è una destinazione adatta a tutti – e non c’è niente di male nell’ammetterlo, anche perché in Ladakh ci sono veramente tante altre mete che possono soddisfare turisti e viaggiatori. Non è solo una questione di isolamento: ad Hanle c’è veramente “poco” da fare e da vedere.
E forse è proprio per questo, in un mondo fatto di milioni di stimoli al secondo, che non ho avuto alcuna esitazione quando mi si è presentata l’occasione di andare in un posto dove potermi finalmente “annoiare”: uno degli obiettivi principali del mio viaggio in Ladakh era quello di perdermi in paesaggi immensi e sconfinati, lontani dalla civiltà e dall’urbanizzazione, in luoghi dove l’uomo è ancora profondamente legato alla natura e al contatto con le cose semplici.
Hanle è tutto questo.
Il suo cielo notturno è uno dei più bui del mondo, essendo considerato nella fascia 1 della “Scala del cielo buio di Bortle”, utilizzata da astronomi e astrofili per valutare la bellezza del cielo stellato. In queste aree, così lontane dall’inquinamento luminoso della città, la Via Lattea si staglia luminosa, netta e definita solcando il cielo da parte a parte. Il cielo notturno è un’esplosione di stelle: un’esperienza surreale, non solo per gli appassionati ma per tutti coloro che sanno ancora sorprendersi genuinamente di qualcosa di meraviglioso.
Non è un caso che qui sorga l’Osservatorio Astronomico di Hanle – l’Indian Astronomical Observatory – che è una delle strutture più all’avanguardia del mondo ed il decimo osservatorio astronomico più alto del pianeta.
Come andare da Leh ad Hanle
Il viaggio da Leh ad Hanle è lungo e provante. I 260 chilometri che separano la capitale del Ladakh dal piccolo insediamento del Changthang richiedono dalle 9 alle 10 ore di percorrenza, a seconda del mezzo scelto, delle condizioni meteo e delle strade. Come ti ho già spiegato nella mia guida completa al Ladakh, il governo indiano ha espressamente scelto di non permettere ai visitatori stranieri di noleggiare un’auto, quindi chi vuole muoversi in totale autonomia non ha altra scelta se non quella di prendere una motocicletta a noleggio a Leh e avventurarsi verso l’estremo.
È possibile però sfruttare anche i mezzi pubblici, che in Ladakh sono notoriamente lenti e inaffidabili, ma che rappresentano anche la soluzione più economica e avventurosa per spostarsi in questa parte così affascinante dell’India del nord. Io ho scelto proprio di andare da Leh ad Hanle in autobus: ecco la mia esperienza!
Da Leh ad Hanle in autobus: la mia esperienza
Dall’autostazione di Leh partono ogni settimana due autobus diretti verso Hanle: i giorni prescelti sono il mercoledì e il sabato, ma ti consiglio di verificare sempre la tabella aggiornata sul sito della compagnia SIDCO oppure direttamente in stazione qualora ti trovassi già sul posto. Il rientro a Leh avviene sempre il giorno successivo alla partenza: il giovedì e la domenica. Piccolo inciso: quando ci sono stato io, la corsa del mercoledì era stata soppressa senza un’apparente ragione. Capito cosa intendo quando dico che i mezzi pubblici in Ladakh sono inaffidabili?
Il costo del biglietto per la tratta Leh-Hanle è di 630 rupie, che corrispondono grossomodo a 5,70€. Ricorda che il biglietto deve essere acquistato il giorno prima presso l’ufficio dell’autostazione di Leh e, fidati, è davvero importante che tu riesca a garantirti un posto a sedere su questo autobus: lo capirai meglio quando leggerai i prossimi paragrafi. Il biglietto per il ritorno, invece, si acquista direttamente a bordo del bus.
Gli autobus che partono da Leh e arrivano ad Hanle sono mezzi vecchi, lenti e pesanti, spinti da obsoleti motori diesel e che recano ancora la scritta “Jammu & Kashmir Road Transport Corporation” o JKRTC, retaggio di quando il Ladakh era parte dello stato di Jammu & Kashmir. Insomma: è un viaggio old style, già dai presupposti. Gli autobus lasciano il piazzale di Leh alle 8 del mattino, ma ti consiglio vivamente di arrivare sul posto mezz’ora prima perché individuare il bus corretto non è semplicissimo.
Il giorno della partenza, alle 7:30 io ero già a bordo, accompagnato solamente dal mio zaino da 70 litri e da una voglia matta di godermi l’avventura: il bus era stranamente quasi vuoto e stavo già (molto ingenuamente) pregustando un viaggio tranquillo con tanto di posto libero al finestrino per godermi il panorama. Altroché se mi sbagliavo! Alle 8 i posti a sedere erano già terminati e sul bus continuavano a salire sempre nuovi passeggeri, a non finire: tutti local, ad eccezione di due ragazzi americani, e tutti con appresso bagagli ingombranti e talvolta assurdi – come elettrodomestici, bombole del gas, assi di legno, barre di ferro e pile di coperte.
Ben presto anche il corridoio si è riempito, così che alla fine si è venuta a creare una situazione a dir poco surreale: quando finalmente il bus ha lasciato l’autostazione di Leh, buona parte dei passeggeri era seduta o sdraiata sui loro stessi bagagli in mezzo al corridoio, compressi come sardine in una scatola di latta. Addio vista dal finestrino: pur avendo un posto a sedere, mi sono ritrovato ad affrontare nove ore di viaggio abbracciato al mio zaino, con un gran caos tutto intorno e prendendo spintoni e gomitate ad ogni curva. Ma non è stata questa la parte peggiore!
I visitatori stranieri, infatti, sono tenuti a scendere dal bus ad ogni posto di blocco per mostrare all’esercito indiano il regolare permesso ILP e il passaporto: documenti necessari per oltrepassare quella che viene definita LAC (Line of Actual Control) – ovvero la linea di demarcazione con i territori considerati “sensibili” al confine tra India e Cina. Come ti ho già spiegato nella mia guida di viaggio, infatti, il Ladakh è un territorio molto militarizzato e l’accesso a zone critiche è spesso soggetto all’ottenimento di speciali permessi: Hanle non fa eccezione.
Immaginate il disagio di dover scendere dal bus (da unico straniero o quasi) e attraversare ogni volta il corridoio, camminando letteralmente sui bagagli degli altri e facendosi strada tra gli altri passeggeri: un’esperienza tremenda!
Nel tragitto tra Leh e Hanle, il bus passa per le cittadine di Kharu e Chumathang, quest’ultima famosa per ospitare delle hot springs veramente impressionanti a due passi dalla strada principale. Dopodiché si entra nella zona più inospitale e desertica del Ladakh sud-orientale, nel bel mezzo dell’altopiano del Changthang, e i villaggi quasi scompaiono lasciando il posto a pochi insediamenti militari e piccolissimi nuclei come ad esempio quello di Nyoma. Tutto il resto sono montagne aride, deserto, deserto e altro deserto fino a perdita d’occhio.

Nyoma è l’ultimo avamposto umano prima di raggiungere Hanle: qui si trovano gli ultimi ristorantini di strada, che accolgono quasi esclusivamente i viaggiatori che percorrono la tratta Leh-Hanle, e persino qualche guesthouse frequentata da biker e autostoppisti. La presenza dell’esercito, a Nyoma e negli immediati dintorni, è veramente impressionante e l’atmosfera … surreale.

Cosa vedere e cosa fare ad Hanle in Ladakh
“Questo è Hanle: una realtà parallela, un mondo a sé stante, che vive di vita propria e il cui cuore batte all’unisono con quello di una natura immensa e incontaminata.”
Quando sono sceso dal bus e mi sono reso conto di essere finalmente arrivato a destinazione, mi sono sentito come catapultato su un altro pianeta. Questo è Hanle: una realtà parallela, un mondo a sé stante, che vive di vita propria e il cui cuore batte all’unisono con quello di una natura immensa e incontaminata. Stanco e intontito dal viaggio, penso di essermi seduto a bordo strada a contemplare la potenza di quel paesaggio per una buona mezz’ora: non avevo mai visto nulla di simile.
Ecco quindi la prima cosa da fare ad Hanle: rimanere in silenzio, respirare a pieni polmoni (si fa per dire, vista l’altitudine), sentirsi piccoli – e al tempo stesso parte di qualcosa di grande e meraviglioso. Annoiarsi, sì, e realizzare che è davvero possibile sedersi, chiudere gli occhi e sentirsi soddisfatti senza necessariamente avere una lista di cose da fare o da vedere a tutti i costi.

Il Monastero di Hanle
Ad Hanle sorge un monastero buddhista del Diciassettesimo secolo, dove vivono appena 10 monaci che seguono la corrente tibetana Drukpa. Se non sai di cosa sto parlando, non preoccuparti: ti basterà leggere il mio approfondimento sui monasteri del Ladakh per capirne di più.

Il monastero è costruito in cima a una collina che sovrasta la valle di Hanle, a 4500 metri di altitudine, e per questo è considerato il monastero più isolato e remoto del Ladakh: qui non ci sono né rete cellulare né connessione Internet. Può essere visitato dall’alba al tramonto, tutti i giorni e senza pagare alcun biglietto di ingresso.
L’Osservatorio Astronomico indiano
Come ti ho già anticipato qualche paragrafo più in su, l’Osservatorio Astronomico di Hanle è uno dei più avanzati al mondo ed è un importantissimo centro di ricerca scientifico. È possibile visitarlo (purtroppo) solamente durante il giorno, mentre l’accesso notturno è severamente vietato. La struttura accoglie i turisti:
- Dalle 9:30 alle 10:30
- Dalle 15:30 alle 17:30
In queste occasioni, il personale dell’osservatorio ti può accompagnare (gratuitamente) in una visita panoramica delle diverse strutture e strumentazioni del sito.

Stargazing in India: il cielo stellato di Hanle
Il cielo stellato di Hanle è uno dei più belli del mondo. E questo è il motivo per cui, se sei arrivato fino ad Hanle, devi dormirci almeno una notte. Confidando in una serata tersa, quando alzerai lo sguardo verso l’alto non potrai fare a meno di rimanere a bocca aperta. Io sono rimasto per ore sotto al cielo di Hanle con il naso all’insù, incapace di separarmi da quella visione sconvolgente nonostante il freddo pungente e la stanchezza.
Tutto questo, ovviamente, a patto che non ci sia la Luna a illuminare il cielo: ecco perché dovresti organizzare il tuo viaggio ad Hanle nei giorni del novilunio (o immediatamente prima o immediatamente dopo). Diversamente, devi dimenticarti ogni fantasticheria: anche il cielo migliore del mondo diventa “banale” in prossimità del plenilunio.

Dove dormire ad Hanle
Hanle è un insediamento remoto e spartano: dimentica gli hotel, i resort e persino le guesthouse tradizionali. La sistemazione più diffusa, qui, sono i cottage prefabbricati simili a quelli che si trovano sulle rive del Lago Pangong: si tratta di piccoli monolocali dotati di pochi comfort e, sfortunatamente, anche piuttosto costosi per l’economia locale.
Quanto costa dormire ad Hanle?
Un cottage ad Hanle può costare da un minimo di 20€ a notte, per le sistemazioni più basilari, fino ad oltre 150€ a notte nel caso di quelle più ricercate. Un vero salasso se pensi che il costo medio delle guesthouse in Ladakh è di 5-10€ a notte. Però ne vale decisamente la pena, perché l’esperienza di dormire qui è indimenticabile.
Dove cercare una sistemazione? Le normali piattaforme di prenotazione funzionano bene, ma ti consiglio di dare un’occhiata anche all’app MakeMyTrip, che in India è particolarmente diffusa e che spesso (ma non sempre) offre soluzioni più economiche rispetto ai motori di ricerca tradizionali.
Io sono stato in un cottage veramente basilare, caldo durante il giorno e freddo durante la notte. Considera che, nonostante il letto fosse equipaggiato con coperte pesanti, ho dormito nel mio sacco a pelo invernale con addosso la giacca, il berretto e i guanti di lana. E non sono un tipo freddoloso, te lo assicuro!
Temperature ad Hanle: come vestirsi
Come avrai capito dal mio racconto, il vestiario non deve essere sottovalutato quando si pianifica un viaggio ad Hanle: qui le temperature possono essere calde durante il giorno e sono sicuramente fredde nelle ore notturne. Aggiungiamoci un vento che spesso può soffiare feroce e un clima che cambia anche nel giro di dieci minuti, ed ecco che sicuramente nello zaino (o nella valigia) non possono mancare abiti caldi, una giacca antivento, guanti e berretto. L’idea di vestirsi a strati è sicuramente vincente.
India del Nord: cosa vedere in Ladakh
Redigere un itinerario di viaggio per il Ladakh non è un compito facile, perché il territorio è grande e la sua conformazione geografica rende gli spostamenti alquanto difficili. Nei miei racconti di viaggio ti sto portando alla scoperta delle avventure che più mi hanno entusiasmato, parlandoti di luoghi incantevoli e talvolta mistici che possono portarti a comprendere appieno perché il Ladakh sia una regione davvero speciale.
🌎 Con questo articolo spero di averti appassionato e incuriosito: ti aspetto sempre su questo blog con nuove avventure e nuovi viaggi nel mondo! Seguimi anche sui miei profli social: su unduetresiviaggia.it la prossima esperienza da backpacker è sempre dietro l’angolo 😉
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