Vai al contenuto

Bali: 5 luoghi da non perdere per scoprire la cultura induista

Se è vero che l’Indonesia è il più grande Paese a maggioranza musulmana, è altrettanto vero che la sua minoranza induista, concentrata sull’isola di Bali, ha una cultura così forte da aver mantenuto intatta e inalterata nel corso del tempo una propria e fortissima identità. Un viaggio a Bali è prima di tutto un viaggio all’interno di usanze e tradizioni locali, un tuffo in un’atmosfera così magica da coinvolgere e affascinare chiunque.

Powered by GetYourGuide

Profumo di incenso per le strade, offerte floreali, musica e balli tradizionali accompagneranno ogni istante della tua permanenza sull’Isola degli Dei. È così che viene soprannominata l’isola, e non a caso: i ritmi imposti dalla fede induista scandiscono ogni momento della vita dei balinesi, un popolo che vive in perfetta armonia con la natura e con gli dei che venera.

Non è necessario che tu abbia delle conoscenze pregresse sulle tradizioni hindu per riuscire a cogliere la magia di Bali: la cultura locale riuscirà a sopraffarti e a catturarti senza che tu nemmeno te ne renda conto. Avendo girato in lungo e in largo l’isola di Bali in quasi un mese di viaggio con lo zaino in spalla, ho avuto modo di esplorare buona parte dei templi e dei luoghi sacri legati all’induismo. In questo articolo ti consiglio i 5 luoghi più significativi, che non puoi assolutamente perderti se vuoi fare un tuffo in questa strana, misteriosa e affascinante cultura!

Il tempio di Pura Lempuyang Luhur, a Bali.
Dettaglio della statua di Wisnu-Garuda a Bali.
L'imponente statua di Wisnu-Garuda, la quarta più alta del mondo e la più alta d'Indonesia, a Bali.
Vista dal tempio di Uluwatu sulla scogliera e sull'anfiteatro dove si svolge la danza della Kecak.
Tramonto dal tempio di Uluwatu.

Il parco Garuda-Wisnu-Kencana

L'imponente statua di Wisnu-Garuda, la quarta più alta del mondo e la più alta d'Indonesia, a Bali.
L’imponente statua di Wisnu-Garuda, la quarta più alta del mondo e la più alta d’Indonesia.

Spesso abbreviato in GWK, il Garuda-Wisnu-Kencana è un parco culturale situato a Ungasan, esattamente al centro della penisola di Bukit e a brevissima distanza sia dall’aeroporto di Denpasar che da Uluwatu, altra celebre meta turistica nella penisola.

Il parco ospita la statua più alta di tutta l’Indonesia, quella del dio Vishnu (la divinità più importante per la religione induista) che è stato rappresentato a cavallo di Garuda, l’uccello mitologico che lo accompagna fedelmente secondo la tradizione. La statua, realizzata principalmente in rame con dei rivestimenti in oro, è alta ben 122 metri e ha un peso di 400 tonnellate, numeri da capogiro che la rendono la quarta statua più alta del mondo e la più pesante di tutta la nazione. Per fare un confronto, la Statua della Libertà è alta “soli” 93 metri! L’imponenza della statua di Vishnu-Garuda è tale da renderla perfettamente visibile persino dal finestrino dell’aereo, in avvicinamento all’aeroporto Ngurah Rai di Denpasar!

Dettaglio della statua di Wisnu-Garuda a Bali.
Dettaglio della statua di Wisnu-Garuda.

All’interno del GWK, che si estende per oltre 60 ettari, Vishnu e Garuda sono rappresentati anche singolarmente con altre due imponenti statue: la prima rappresenta il busto della divinità, mentre la seconda raffigura il leggendario Garuda. Nei pressi di quest’ultima sono posizionate, in modo forse un po’ posticcio, anche le sue presunte uova. Oltre alle statue menzionate, nel parco si trovano anche diverse raffigurazioni del Buddha, un bellissimo laghetto e uno stand in cui vengono dimostrate le tecniche di scrittura sulla foglia di palma.

Plaza Wisnu, dove sorge il busto di Vishnu all'interno del parco Garuda-Wisnu-Kencana.
Plaza Wisnu, dove sorge il busto di Vishnu all’interno del parco Garuda-Wisnu-Kencana.

L’intero parco è impreziosito da magnifiche e colorate decorazioni floreali, oltre che da offerte per le divinità e ornamenti tradizionali.

I visitatori vengono guidati attraverso dei pannelli illustrativi molto completi e tradotti anche in inglese (cosa decisamente non scontata nel sud-est asiatico!), e generalmente vengono svolte all’interno del parco anche performance culturali e altre iniziative simili che hanno lo scopo di immergere il visitatore nella cultura locale.

Il biglietto di ingresso ha un costo di 115 000 rupie indonesiane o IDR (meno di 7€ al cambio attuale). Per la visita al parco è necessaria una mezza giornata, tempo decisamente ben investito se si vuole conoscere più da vicino la cultura induista!

Ubud, la capitale culturale di Bali

Conosciuta come la sua capitale culturale, Ubud è il cuore pulsante di Bali. Ho già raccontato in questo articolo di quanto abbia amato Ubud e di come questa piccola cittadina sia diventata per me una sorta di riparo dal caos e dalla frenesia delle zone maggiormente turistiche di Bali durante la mia permanenza sull’isola. Ubud rappresenta a tutti gli effetti la migliore occasione per prendere contatto con la cultura balinese e con l’induismo: scopriamo perché!

Il tempio situato all'interno della Monkey Forest, a Ubud, la capitale culturale di Bali.
Il tempio situato all’interno della Monkey Forest, a Ubud, la capitale culturale di Bali.

La gente di Ubud è mediamente più benestante rispetto al resto della popolazione balinese, e questo si capisce immediatamente dalle generose e abbondanti offerte floreali che vengono ogni giorno donate agli dei, molto più ricche di quelle che si vedono sulle strade di altre zone di Bali. In città sorgono diversi templi, i più importanti dei quali sono:

  • Pura Dalem Agung Padangtegal: situato all’interno della Monkey Forest, una zona verde nel bel mezzo della città di Ubud dove dimorano centinaia di macachi. Ideale per fare una passeggiata nella giungla e per trovare riparo dal caldo, la Monkey Forest ospita una serie di templi tra cui quello di Padangtegal, che è piuttosto grande. Il biglietto di ingresso costa 40 000 IDR (poco più di 2€).
  • Pura Desa Lan Puseh e Pura Padang Kerta: situati nel pieno centro di Ubud, sulla strada principale della città. Questa è la chance migliore per assistere alle celebrazioni dei balinesi, come ad esempio la cerimonia del Purnama, in occasione della quale è possibile vedere le donne indossare abiti tradizionali mentre gli uomini e i bambini si dedicano a musica e danze tipiche creando un’atmosfera unica e magica!
Celebrazioni induiste a Ubud in occasione del Purnama.
Celebrazioni induiste a Ubud in occasione del Purnama.

Se vuoi immergerti nella cultura balinese, ti consiglio di soggiornare a Ubud per qualche giorno e di informarti in anticipo sull’eventuale coincidenza con le celebrazioni induiste.

Il tempio di Uluwatu

Vista dal tempio di Uluwatu sulla scogliera e sull'anfiteatro dove si svolge la danza della Kecak.
Vista dal tempio di Uluwatu sulla scogliera e sull’anfiteatro dove si svolge la danza della Kecak.

Non puoi visitare Bali senza andare a vedere con i tuoi occhi il tempio di Uluwatu, Pura Segara nella lingua balinese, che sorge a strapiombo sull’oceano, su una scogliera alta 70 metri che secondo la leggenda è parte della barca di Dewi Danu, la dea induista dell’acqua, sacra ai balinesi.

La visita al tempio è già di per sé molto suggestiva, proprio per lo scenario in cui è incastonato. Il tempio è abitato da centinaia di macachi, che a Uluwatu sono particolarmente aggressivi: sono infatti famosi per derubare i turisti di occhiali, fotocamere, cappelli e altri oggetti personali. Ricorda che mettersi contro una scimmia selvatica non è mai una buon’idea, perché potrebbe essere portatrice di malattie come ad esempio la rabbia: non rischiare mai di farti mordere! Piuttosto, prendi precauzioni per evitare che le scimmie possano derubarti e metti in pratica il consiglio che tutti ti daranno: non guardarle mai negli occhi!

Il momento ideale per visitare il tempio di Uluwatu è il tardo pomeriggio: da qui il tramonto sul mare è qualcosa di unico e merita assolutamente di essere vissuto. Inoltre, dopo che il sole è sceso al di sotto dell’orizzonte, all’interno di un anfiteatro all’aperto avviene ogni giorno la Kecak, una danza tradizionale balinese che sembra assomigliare a una rappresentazione teatrale. Dato l’alto numero di visitatori, di solito vengono svolte due performance, una di seguito all’altra, dopo le ore 18. Se da una parte può essere complicato comprendere appieno e apprezzare la danza, che si ispira a un poema epico chiamato Ramayana e di origine indiana, assistere a questo spettacolo è sicuramente un’esperienza molto interessante e che avvicina molto alla cultura induista balinese.

Tramonto dal tempio di Uluwatu.
Tramonto dal tempio di Uluwatu.

Il biglietto di ingresso per il tempio di Uluwatu costa 50 000 IDR (3€ al cambio attuale). Per assistere allo spettacolo della Kecak si deve acquistare invece un ulteriore biglietto il cui costo ammonta a 150 000 IDR (circa 9€).

Pura Lempuyang Luhur

Quello di Pura Lempuyang Luhur è uno dei più antichi e sacri templi dell’induismo balinese ed è arroccato sul Monte Lempuyang, a 10 chilometri da Amlapura, nella parte orientale di Bali. Non a caso, il tempio è dedicato alla divinità Ida Betara Hyang Iswara, “guardiana dell’Est”.

Il tempio di Pura Lempuyang Luhur, a Bali.
Il tempio di Pura Lempuyang Luhur, a Bali.

Pura Lempuyang è in realtà un complesso di sette templi, posti a differenti altitudini e raggiungibili attraverso un lungo sentiero in salita che conduce dal primo all’ultimo, con un dislivello non indifferente! Trovandosi in quota, dal tempio si gode di una vista sensazionale sul Monte Agung, un vulcano attivo alto 3000 metri che con la sua imponenza domina l’isola.

Dei sette templi, il più famoso e fotografato è in assoluto quello chiamato Pura Penataran Agung Lempuyang, noto principalmente per la sua “Porta del Paradiso”, ovvero la tradizionale porta dei templi balinesi che i local chiamano “candi bentar”. Qui i turisti sono pronti ad affrontare una lunghissima attesa (in media due ore) pur di scattare una fotografia al portale, e i balinesi ne hanno giustamente approfittato per istituire un vero e proprio business che consiste nell’applicare un effetto specchio alle loro fotografie artistiche, ovviamente pagando un biglietto extra rispetto a quello di ingresso al tempio.

Non sono un amante delle code chilometriche per delle foto instagrammabili e vi svelo un segreto: potete scattare voi stessi la foto del portale e applicare in pochi click un effetto specchio con qualsiasi software di photo editing, ottenendo un risultato del tutto simile a quello originale. Ho realizzato la foto qui sotto proprio in questo modo: il Monte Agung non è centrato all’interno del portale proprio a causa della lunga coda che rende impossibile posizionarsi perpendicolarmente alla porta!

La famosa "porta del Paradiso" di Pura Lempuyang. Sullo sfondo il Monte Agung.
La famosa “Porta del Paradiso” di Pura Lempuyang. Sullo sfondo il Monte Agung.

Il tempio è aperto dalle 5 alle 17 e il biglietto di ingresso è di 50 000 IDR e include il trasporto in autobus dal parcheggio fino all’ingresso del tempio (che si trova a una certa altitudine, dopo numerosi tornanti). Se non avete noleggiato uno scooter per raggiungere il tempio, badate bene che la parte orientale di Bali non è servita dalle applicazioni Grab e Gojek, pertanto potreste avere problemi a tornare indietro dopo la visita al tempio perché non troverete rider o driver disponibili (entrambi i servizi effettuano solo il drop-off al tempio, ma non il pick-up). In questo articolo ho spiegato cos’è Grab e come funziona!

Il Tempio Madre di Besakih

Ho tenuto per ultimo il tempio di Besakih per un motivo preciso: si tratta del più importante, grande e sacro tempio dell’induismo balinese. Da qui, la denominazione di tempio madre. Si tratta in realtà di un complesso di ben 23 templi, posto alle pendici del Monte Agung, Dal tempio, che sorge in quota, si hanno degli scorci mozzafiato sul vulcano più alto di Bali!

Quello di Besakih, come gran parte dei templi della cultura balinese, è un sito con una storia impressionante: la sua costruzione sembra risalire almeno a 2000 anni fa! Lo stesso nome del tempio, Besakih, deriva dalla lingua sanscrita, una delle lingue più antiche del mondo.

Il tempio di Besakih, "tempio madre" per l'induismo balinese.
Il tempio di Besakih, “tempio madre” per l’induismo balinese.

La visita al tempio è possibile ogni giorno dalle 7 alle 18. Ovviamente, essendo un luogo molto frequentato dai turisti, è consigliabile visitarlo di primo mattino per evitare code. Il prezzo del biglietto è di 60 000 IDR (3,50€ al cambio attuale) e include una guida locale: il tempio si può infatti visitare solo così, e in effetti è il modo migliore per comprendere il significato e l’importanza di ogni costruzione all’interno del complesso. La guida, comunque, si aspetterà una mancia alla fine della visita al tempio, come spesso accade a Bali!

Le regole induiste e il dress code

Per l’accesso ai templi induisti è richiesto un abbigliamento adeguato che prevede, sia per gli uomini che per le donne, che le spalle, la schiena e le gambe siano coperte. A volte, come nel caso del tempio madre, il sarong (la gonnella tradizionale usata dai balinesi) è inclusa nel biglietto e può essere presa all’ingresso per poi essere restituita al termine della visita; in altri casi è a pagamento o addirittura non disponibile. Ti consiglio quindi di arrivare preparato per la visita e di avere con te dei pantaloni lunghi o qualcosa con cui coprirti all’interno dei templi.

Alcune altre curiose regole imposte dall’induismo per l’accesso ai templi sono:

  • Il divieto di scambiarsi gesti di affetto (niente baci e niente abbracci all’interno del tempio!)
  • Il divieto di ingresso al tempio alle donne nella fase della mestruazione: un divieto assurdo, incomprensibile per la nostra cultura, che fa tuttavia parte delle usanze induiste.

A volte le regole di accesso ai templi sono parecchio strane e apparentemente illogiche: sebbene molte di esse possano far storcere il naso, ricordati che stai entrando in un luogo sacro per le persone che abitano l’isola. Tu sei solo un turista, e se desideri approfondire la cultura della gente locale e del luogo che stai visitando, devi accettare queste condizioni in segno di rispetto per il popolo che ti sta ospitando.

Se questo articolo ti è piaciuto, continua a leggere questo blog e segui Un due tre, si viaggia! anche su Instagram e sul nuovissimo canale YouTube!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *