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Trekking a Besh Barmag, le “Dolomiti del Caucaso”

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Uno dei trekking più belli che si possono fare in Azerbaijan è quello che raggiunge la cima di Besh Barmag, la suggestiva montagna che si innalza solitaria nella regione di Siyazan e che ricorda da vicino i pinnacoli delle Dolomiti. Intrisa di miti e leggende che la riguardano, considerata sacra dal popolo azero e importantissima meta di pellegrinaggio per i fedeli musulmani del Caucaso, Besh Barmag offre un panorama unico nel suo genere e può essere raggiunta attraverso una bella passeggiata (tutto sommato semplice, ma a volte con qualche brividino) anche dai turisti di passaggio.

Oggi ti racconto la mia (rocambolesca) esperienza a Besh Barmag, spiegandoti come è possibile raggiungerla, come si articola l’escursione e qual è il suo livello di difficoltà: sei pronto a scoprire quelle che spesso vengono definite “le Dolomiti del Caucaso”?

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Trekking in Azerbaijan: la montagna di Besh Barmag

Fa davvero impressione pensare che Besh Barmag, la montagna di cui stiamo parlando e che senza alcun dubbio rientra tra le più affascinanti dell’Azerbaijan, sia alta solamente 382 metri sul livello del mare. Un’altitudine che, teoricamente parlando, non la renderebbe neppure una montagna. Ma sfido chiunque a guardarla, ergersi possente e solitaria nella sua veste rocciosa in questa zona bucolica del Caucaso, e a definirla in modo diverso: assolutamente impossibile!

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Da questa prospettiva si nota la conformazione a cinque pinnacoli che vale a questa montagna il nome di “cinque dita”. Si nota anche la stanza delle preghiere apparentemente sospesa nel vuoto.

Eppure, sebbene una parte dell’Azerbaijan sia situato sotto al livello del mare – grazie alla depressione caspica che interessa la capitale Baku e la penisola di Absheron – sul suo territorio le montagne non mancano di certo: la sua vetta più alta è il Bazardüzü (4466 mslm) mentre la più celebre è senza dubbio quella dello Shahdag, che è di poco più basso (4243 mslm).

Sono le impressionanti cime del Gran Caucaso, che da nord si estendono parecchio in territorio azero e coinvolgono anche le spettacolari montagne colorate chiamate Candy Cane Mountains di cui ho già avuto il piacere di parlarti. E la cosa sconvolgente è che guidando in Azerbaijan si può passare con una facilità estrema e in pochissimo tempo da paesaggi brulli e aridi come quelli delle Candy Cane ad ampie e verdissime vallate – come quelle che contraddistinguono Siyazan e Besh Barmag.

💡 Pro-tip: se non hai noleggiato un’auto e vuoi viaggiare in Azerbaijan affidandoti ai tour organizzati, una scelta più che ovvia è quella di combinare la visita a Besh Barmag con quella alle Candy Cane Mountains (le montagne colorate), alle moschee della periferia di Baku e al lago rosa di Masazir. Questa gita è ciò che fa per te ed è anche molto vantaggiosa!

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Besh Barmag è la dimostrazione (definitiva, per quanto mi riguarda) che in montagna le … dimensioni non contano affatto! Questo imponente sperone di roccia, intorno al quale aleggiano storie, miti e leggende, è veramente una delle tappe da non perdere in un qualsiasi viaggio on the road in Azerbaijan. Anche perché è davvero semplice da raggiungere, a patto che si abbia a disposizione un’auto 4×4 a trazione integrale. In caso contrario, o si procede interamente a piedi (dedicando tutta una giornata a questo trekking), oppure le cose si complicano parecchio! E qui mi ricollego al racconto della mia esperienza, che è stata veramente incredibile!

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Una delle leggende che più si raccontano su Besh Barmag ha come protagonista il profeta Khidr. Si dice infatti che egli, in cerca del fantomatico elisir di lunga vita, abbia scalato la montagna e abbia bevuto acqua da una sorgente in prossimità della vetta – ottenendo l’agognata immortalità. Ma ci sono leggende ancora più misteriose, che parlano di antichi rituali religiosi celebrati intorno alle pietre di Besh Barmag

Besh Barmag come arrivare?

La montagna di Besh Barmag sorge in prossimità di una delle arterie stradali più importanti dell’Azerbaijan: l’autostrada E119 che collega le città di Baku e Quba e che arriva fino alla frontiera con la Federazione Russa. Insomma: chiunque attraversi il Paese da nord a sud (o viceversa), prima o poi si imbatte in questo scenario surreale in cui, dal nulla, spuntano fuori gli inconfondibili pinnacoli rocciosi di Besh Barmag.

Ho avuto la fortuna di visitare questa parte dell’Azerbaijan a marzo, quando il paesaggio circostante è estremamente verde e rigoglioso: questo è uno dei momenti migliori per farlo, perché nei mesi successivi (specialmente durante l’estate) l’ambiente diventa estremamente secco, arido e marrone a causa del caldo torrido e delle poche precipitazioni. Senza nulla togliere a quest’ultimo scenario, penso che la primavera abbia un fascino diverso.

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Panorama bucolico ai piedi di Besh Barmag.

Nel nord-est dell’Azerbaijan, all’altezza di Siyazan – circa 100 km a nord di Baku e 90 km a sud di Quba – si lascia l’autostrada E119 per addentrarsi di poco verso l’interno del Paese: è allora che ci si trova di fronte alla celebre montagna. Noi siamo arrivati qui dopo aver visitato le vicine Candy Cane Mountains e non potevamo credere ai nostri occhi: lo scenario era cambiato totalmente e in modo repentino, trasformandosi da un paesaggio lunare a un verdissimo ambiente bucolico.

Ampi versanti erbosi ospitano pascoli di vacche, pecore e cavalli, mentre Besh Barmag si staglia fiera sullo sfondo. Se poi il cielo è azzurro e il sole splende, come è capitato a noi, è assolutamente impossibile rimanere indifferenti di fronte a questo spettacolo della natura!

⚠️ È qui, tuttavia, che iniziano le difficoltà per chi intende proseguire in auto fino alla base della montagna. Devi infatti sapere che un’ampia strada sterrata risale, tortuosa, per circa sei chilometri e mezzo lungo il pendio erboso di Besh Barmag. Non ci sono grossi rischi legati alla percorrenza del sentiero, perché non sono mai presenti tratti esposti, ma la strada è molto dissestata, piena di grosse buche e spesso scavata in più punti. La faccio breve: è assolutamente raccomandato avere un mezzo a trazione integrale 4×4 per percorrere in totale sicurezza questa strada.

Detto questo, non è impossibile farcela con un’auto normale – e l’impresa della nostra “Janna”, una semplice utilitaria Chevrolet Spark, ne è la dimostrazione: nonostante qualche rantolo e qualche urlo di sofferenza da parte del povero motore, tra uno scossone e l’altro alla fine ci ha portato a destinazione. Devo ammettere che questo è stato uno dei momenti più esilaranti del nostro viaggio, ma sconsiglio fortemente di ripetere questa esperienza, più che altro per una questione assicurativa (generalmente le compagnie di noleggio non consentono di percorrere sentieri off-road). Nel caso te lo stessi chiedendo, a fine giornata Janna era ancora tutta intera (anche se completamente impolverata 😉).

ℹ️ Se hai deciso di proseguire a piedi, calcola che per percorrere i 6,5 chilometri della strada sterrata che risale fino a Besh Barmag si impiegano almeno 2 ore e mezza e che il dislivello è di 500 metri positivi. Da qui parte poi il sentiero vero e proprio che porta in cima alla montagna – ecco perché in questo caso dovresti dedicare l’intera giornata al trekking!

La strada sterrata finisce proprio alle pendici di Besh Barmag, in prossimità di un piccolo insediamento: poche case, fienili, stalle, persone gentilissime che vi offriranno immediatamente del tè, vacche, muli e cavalli. Qui è possibile lasciare la propria auto senza pagare nulla (anche se non è presente un vero e proprio parcheggio, serve quindi un po’ di buonsenso per fare sì che il nostro mezzo non sia di intralcio) e proseguire (per forza, questa volta) a piedi.

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Besh Barmag e alcuni degli edifici che compongono il nucleo sottostante la montagna.

Azerbaijan trekking: il sentiero per Besh Barmag

Il sentiero per Besh Barmag è breve e non presenta un particolare dislivello: si tratta di compiere appena 150 metri positivi, distribuiti in 500 metri di percorrenza (questo per la sola andata). Tuttavia, come ti svelerò tra poco, ci sono alcuni punti critici per chi soffre di vertigini o ha problemi con le altezze, quindi se rientri in queste casistiche dovresti valutare attentamente il percorso prima di intraprenderlo.

La prima parte dell’escursione si articola su scalini di pietra che risalgono il ripido pendio erboso sottostante la montagna rocciosa, fino ad arrivare al pianoro su cui sorge una particolarissima moschea. Questa assume nomi diversi a seconda delle variazioni di dialetto locali: alcune volte viene denominata Bes Barmagu, altre Beşbarmaq, altre ancora semplicemente Besh Barmag (proprio come la montagna). Indipendentemente dal nome, la sua posizione è assolutamente invidiabile ed è protagonista di uno scorcio a dir poco fenomenale.

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La Moschea di Besh Barmag, che si trova alle pendici del monte sacro.
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In lingua azera, Besh Barmag significa letteralmente “cinque dita”. Hai notato come, vista dalle pendici, la montagna abbia proprio cinque pinnacoli che sembrano (vagamente) le dita di una mano?

Siamo sempre più vicini alle rocce che la popolazione azera considera sacre, ed è inevitabile provare qualche brivido di emozione muovendo un passo dopo l’altro in direzione della cima. Il paesaggio circostante è da sogno: ora che abbiamo guadagnato un po’ di quota, la vista si è fatta ancora più vasta e abbraccia l’intera vallata sottostante. Se il cielo è limpido fino all’orizzonte (nel nostro caso sfortunatamente non lo era, ma ci siamo “accontentati” di vedere i cavalli selvatici brucare l’erba in questo contesto da sogno) è possibile vedere persino il mare (d’accordo, i più pignoli diranno che è un lago, d’altronde parliamo pur sempre del Mar Caspio).

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Cavalli al pascolo sui pendii erbosi di Besh Barmag.

⚠️ Da qui in avanti bisogna fare un po’ di attenzione: il tratto di sentiero che segue non è adatto a chi soffre di vertigini e per chi ha problemi con le altezze, anche se non richiede nessuna competenza particolare né tantomeno attrezzatura. Semplicemente, i passaggi si fanno molto ripidi e stretti, spesso su scalette di ferro quasi verticali e, solo in un paio di punti, un pochino esposti.

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Passaggi delicati lungo il sentiero per la vetta.

Facendosi strada tra le rocce si arriva in un luogo davvero particolare e (almeno per noi) totalmente inaspettato: un locale ricavato nella roccia della montagna e adibito alla preghiera. Ci sono quindi cuscini, immaginette (non solo sacre, ma anche di soldati considerati eroi nazionali), elementi religiosi, e vere proprie finestre che si affacciano sulla vallata sottostante.

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La stanza sospesa, ricavata nella roccia, dedicata alla preghiera.

Per raggiungere la vetta di Besh Barmag manca veramente poco: un paio di passaggi dove sono collocate delle passerelle di legno sospese sul vuoto (no comment!) che portano al punto panoramico ricavato nella roccia e che consente di ammirare un panorama davvero notevole. Anche qui, in caso di orizzonte terso, la vista si arricchisce della presenza del Mar Caspio – ma noi non abbiamo trovato particolarmente brutta neppure la visuale che ci è stata concessa con le nuvole basse e la splendida luce radente del tardo pomeriggio 😇

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La spettacolare vista che si ha dalla cima di Besh Barmag. Le nuvole coprono il Mar Caspio.

La discesa avviene per lo stesso itinerario, ovviamente prestando moltissima attenzione ai tratti più ripidi (specialmente sulle scalette di ferro), fino al parcheggio.

⚠️ Può sembrare superfluo dirlo, ma mi sento di sconsigliare fortemente la salita a Besh Barmag in caso di maltempo o a seguito di piogge: in quest’ultimo caso la parte attrezzata del sentiero potrebbe risultare molto pericolosa e scivolosa.

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Besh Barmag non è solamente meta di trekker e pellegrini: il corridoio che separa il Mar Caspio dalle montagne è infatti molto frequentato dagli uccelli migratori, il che rende questo luogo particolarmente ambito anche da parte degli appassionati di bird-watching.

Cose da vedere in Azerbaijan: conclusioni

Besh Barmag è, in poche parole, l’Azerbaijan che non ti aspetti: quello che ti sorprende con improvvisi cambi di paesaggio, che ti lascia senza fiato e che ti fa vivere momenti indimenticabili. Per questo mi sento di consigliare a tutti coloro che stanno valutando o pianificando un viaggio in Azerbaijan di fare una visita alla montagna di Besh Barmag e, perché no, di arrivare fino in cima per cogliere una delle viste più particolari di questa parte del Paese.

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