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Pangong Tso: il lago sacro al confine tra India e Cina

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Al confine tra il Ladakh e il Tibet, adagiato a 4300 metri di altitudine sul livello del mare in una valle remota e silenziosa, c’è uno specchio d’acqua salato, placido e cristallino, che riflette le aride montagne che lo circondano. Il suo nome è Pangong Tso e la popolazione buddhista che abita queste terre da sempre lo considera sacro.

Le acque gelide e turchesi del Lago Pangong sono un richiamo quasi irresistibile per chiunque visiti il Ladakh. Molti lo reputano una destinazione troppo turistica, ma io non sono d’accordo – e presto scoprirai perché.

Sulle pagine di questo blog ti sto raccontando la mia folle esperienza da backpacker in Ladakh e oggi ho deciso di parlarti dell’avventura che mi ha portato sulle rive del Lago Pangong: ti dico solo che il viaggio da Leh, per il Passo Chang-La (5360 mslm), è durato quasi sei ore!

Come arrivare in uno dei luoghi più ambiti del Tibet Indiano? Quali permessi servono per visitarlo? Come organizzare il viaggio e dove dormire? Continua a leggere: ti svelo tutto in questo articolo 😉

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Lago Pangong Ladakh dove si trova?

Il Lago Pangong, noto anche come Pangong Tso in lingua ladakhi oppure come Pangong Lake, si trova nella regione del Changthang – la desolata valle che si apre nell’estremo nord-est del Ladakh. Il lago, che è il più esteso di tutta la catena dell’Himalaya, funge da confine naturale tra l’India e la Cina (dunque tra Ladakh e Tibet). Circa il 50% delle sue acque ricade nel territorio del Tibet Cinese, mentre una piccolissima porzione del lago (quella prossima al confine) rimane ancora oggi contesa ed è spesso oggetto di diatribe tra gli eserciti dei due Paesi.

A circondare lo specchio d’acqua, che sorge a 4300 metri sul livello del mare, ci sono scenografiche vette che si innalzano ad altitudini comprese tra i 6000 e i 7000 metri: sono le montagne del Changchenmo e del Pangong – appartenenti alla catena del Karakorum – a ovest del lago e quelle del Kailash dalla parte opposta. Il Monte Kailash, considerato la montagna più sacra del mondo, non è tuttavia visibile dal Pangong Tso, in quanto si eleva oltre 300 chilometri più a est, in Cina.

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Le altissime montagne che circondano il Lago Pangong.

💡 Ti faccio notare che, dal momento che il Lago Pangong è considerato sacro per la popolazione ladakhi, bagnarsi nelle sue acque non è eticamente corretto né rispettoso nei confronti della cultura del Paese.

Data la sua posizione geografica, il Lago Pangong si trova in prossimità della cosiddetta LAC (Line of Actual Control). Come ti ho già spiegato in questa panoramica sul Ladakh e su come organizzare un viaggio in questa terra meravigliosa, infatti, il confine con la Cina è considerato militarmente sensibile dal governo indiano e pertanto è costantemente presidiato dall’esercito. Per visitare questa zona sono necessari dei permessi speciali, dei quali parleremo nel prossimo paragrafo.

Come raggiungere il Lago Pangong

Esistono diversi modi per raggiungere il Lago Pangong e quasi tutti partono da Leh, che è considerata a tutti gli effetti la “capitale” del Ladakh, nonché il suo centro culturale e operativo. Ciascuna modalità di trasporto ha i suoi vantaggi e porta con sé anche dei lati negativi: vediamo quali sono le varie opzioni e quando convengono!

Permessi per visitare il Lago Pangong

Prima, però, parliamo di permessi. Per visitare il Lago Pangong, da turista straniero avrai bisogno di ottenere un regolare ILP (Inner Line Permit). Come ti ho spiegato nel mio approfondimento su come organizzare un viaggio in Ladakh, i permessi ILP possono essere ottenuti piuttosto facilmente recandosi all’ufficio turistico di Leh e presentando tutta la documentazione necessaria. Una volta che la richiesta viene approvata (generalmente entro la giornata stessa di presentazione della domanda) e che viene pagata la somma di 400 rupie, sarà possibile esplorare liberamente tutte le aree “protette”, ovvero quelle che si trovano in prossimità delle linee di controllo militari.

Nel corso del viaggio tra Leh e il Lago Pangong si incontrano due posti di blocco: uno appena oltre la città di Kharu e uno appena prima del Passo Chang-La. In entrambi i casi, a prescindere dal mezzo su cui viaggi, ti sarà chiesto di mostrare il tuo permesso ILP e il tuo passaporto. Dopo aver registrato il tuo passaggio, i militari ti lasceranno proseguire.

Nota che anche i cittadini indiani non residenti in Ladakh hanno bisogno di un permesso, a cui spesso ci si riferisce con l’acronimo di PAP (Protected Area Permit). Sigle e formalismi a parte, di fatto si tratta del medesimo permesso.

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Lago Pangong: le cime innevate sono appartenenti al Tibet (Cina).

Come visitare Pangong Lake da Leh

Avere a disposizione un mezzo proprio è sicuramente la soluzione migliore per esplorare in totale autonomia e libertà le aree più remote del Ladakh, tra cui ovviamente anche il Changthang e il Lago Pangong. Sfortunatamente, come ti ho già spiegato nella mia guida, non è consentito ai visitatori stranieri noleggiare un’auto in Ladakh.

Discorso diverso invece per chi intende guidare una motocicletta, che si può prendere a noleggio un po’ ovunque nelle agenzie di Leh: non a caso la “terra degli alti passi” è considerata un vero e proprio sogno dai biker di tutto il mondo. Ricorda solo di ottenere in anticipo la patente internazionale secondo la convenzione richiesta dal governo indiano.

Per chi invece vuole esplorare il Ladakh con i mezzi pubblici o condivisi, le opzioni disponibili sono gli autobus e i taxi.

Bus Leh Pangong

Dall’autostazione di Leh partono tre bus a settimana diretti verso Spangmik, il più grosso dei villaggi che sorgono sulle sponde del Pangong Tso. Ti invito a consultare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale della compagnia, ma anche a chiederne conferma di persona all’ufficio della stazione quando ti troverai sul posto: i mezzi pubblici, in India, tendono ad essere inaffidabili e imprevedibili …

Il calendario attuale (estate 2026) prevede tre viaggi a settimana con andate e ritorni in giorni alternati: da Leh parte un bus diesel e marchiato “JKRTC” il lunedì, il mercoledì e il venerdì alle 7:30. L’acronimo sta per “Jammu & Kashmir Road Transport Corporation” – devi infatti sapere che fino al 2019 il Ladakh era parte dello stato del Jammu & Kashmir e che questi bus sono decisamente antecedenti a tale data. Il tempo di percorrenza della tratta Leh-Spangmik, che transita per il Passo Chang-La a 5360 mslm, è di circa 6 ore o poco meno.

Il ritorno è sempre previsto per il giorno successivo all’andata, ovvero il bus parte da Spangmik il martedì, il giovedì e il sabato – sempre alle 7:30.

Al che ti sorgerà sicuramente una domanda: metà pomeriggio e una sola serata sono sufficienti per apprezzare il lago e goderselo fino in fondo? Me lo sono chiesto anche io, una volta preso atto del fatto che il bus sarebbe arrivato a Spangmik ben dopo l’ora di pranzo e che sarebbe ripartito molto presto l’indomani. Perdere il bus del giorno successivo significa infatti trascorrere almeno altri due giorni a Pangong prima che un altro bus torni a Leh.

Ma non c’è da preoccuparsi: in fin dei conti, non c’è poi molto da fare sulle rive del lago e secondo la mia esperienza il tempo a disposizione è più che sufficiente per riempirsi gli occhi di meraviglia, rilassarsi e ripartire soddisfatti il giorno successivo.

Il costo del biglietto per la tratta Leh-Spangmik è di 350 rupie, una cifra davvero esigua (poco meno di 3,50€) considerato il chilometraggio. Il ritorno costa altrettanto. Vista l’elevata richiesta, è fondamentale acquistare il biglietto di andata il giorno prima presso la biglietteria dell’autostazione di Leh (il pagamento avviene solamente in contanti). Il biglietto per il ritorno va invece acquistato direttamente sul bus dall’autista.

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Bandierine tibetane sul Lago Pangong.

Viaggiare in autobus in Ladakh è un’esperienza davvero intensa, a cui è bene essere preparati. I mezzi pubblici sono pochi, lenti, inaffidabili … e sovraffollati! Se non ami il caos e la ressa, oppure se hai in mente un viaggio comodo e tranquillo, ti dico chiaramente che il bus non è la scelta migliore.

Queste sono le note positive del viaggio in bus da Leh al Lago Pangong: veniamo alle note dolenti! Viaggiare in autobus in Ladakh è un’esperienza davvero intensa, a cui è bene essere preparati. I mezzi pubblici, questo ormai lo avrai capito, sono pochi, lenti, inaffidabili … e sovraffollati! Se non ami il caos e la ressa, oppure se hai in mente un viaggio comodo e tranquillo, ti dico chiaramente che il bus non è la scelta migliore: pensa a un taxi condiviso se vuoi risparmiare il più possibile, oppure a un taxi privato se non hai problemi di budget. Ne parliamo nel prossimo paragrafo!

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Il Passo Chang-La a 5360 mslm è tra i più alti del mondo.

Taxi condiviso da Leh a Pangong

L’alternativa all’autobus se non si guida un mezzo proprio per andare da Leh al Lago Pangong è il taxi. Il sito Leh-Ladakh Taxi Driver permette di prenotare (con almeno 10 giorni di anticipo) un taxi per diverse destinazioni in Ladakh e di assicurarsi così il trasporto per andare un po’ ovunque partendo da Leh.

Un taxi da Leh a Pangong, con ritorno il giorno successivo, costa un minimo di 18000 rupie, ovvero circa 165€, fino a un massimo di 23000 (circa 210€). Ovviamente questo costo può essere diviso con altri passeggeri, a patto di trovare dei compagni di viaggio: se sei da solo, puoi rivolgerti alle agenzie di viaggio di Leh (che tuttavia applicano costi più alti perché trattengono una commissione) oppure cercare altri viaggiatori nelle guesthouse e negli ostelli oppure sui gruppi Facebook.

Il vantaggio di questo mezzo di trasporto è ovviamente la comodità. Tuttavia, non è sicuramente un’opzione interessante per chi viaggia da backpacker (dunque anche con un occhio attento alle spese) e per chi non vuole programmare con troppo anticipo gli spostamenti. Inoltre, assicurati di leggere anche il paragrafo successivo prima di gettarti a capofitto nella prenotazione di un taxi condiviso per il Lago Pangong.

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Panorama dalle rive del Lago Pangong.

Tour organizzati Lago Pangong e Nubra Valley

Molto spesso le agenzie di viaggio organizzano escursioni di più giorni (un minimo di 2, per un massimo di 4 o 5) che toccano diverse tappe partendo da Leh. Il Lago Pangong, essendo tra le destinazioni più gettonate in Ladakh, fa quasi sempre parte di questi itinerari.

L’itinerario più battuto è quello che combina la visita al Pangong Tso con la Nubra Valley: tipicamente Diskit, Hunder e (a volte) Panamik. Solo pochissimi tour fanno invece tappa a Sumur, dove sorge uno dei monasteri da non perdere in Ladakh che è quello di Stamstanling. Ad ogni modo, questi tour sono generalmente l’opzione migliore se non si vuole optare per l’autobus perché il loro costo è, in proporzione, decisamente più conveniente rispetto a quello di un taxi per Pangong e ritorno a Leh.

I tour più costosi visitano invece il Lago Pangong insieme al lago Tso Moriri e alla Nubra Valley con tappe anche nel villaggio di Turtuk (al confine con il Pakistan) e a Panamik. In questo caso stiamo parlando di cifre che si aggirano tra i 400€ e i 500€ per un viaggio di 4 giorni. Il mio consiglio, se ti interessa valutare queste opzioni, è sempre di rivolgerti a un’agenzia (a Leh se ne trovano a decine).

Lago Pangong opinioni

Come ti anticipavo in apertura, molti viaggiatori sostengono che il Lago Pangong sia una destinazione troppo turistica. Ma è davvero così?

Sicuramente, Pangong è uno dei fiori all’occhiello del Ladakh e non potrebbe essere altrimenti: una simile meraviglia per gli occhi non può di certo passare inosservata agli occhi di viaggiatori e media. Tuttavia, bisogna porre il concetto di “luogo turistico” in relazione agli spazi immensi del Ladakh e ad un flusso di turisti che è veramente basso, anche in alta stagione, rispetto a ciò che intendiamo comunemente per “turismo di massa” in Occidente o in alcune parti dell’Asia.

Mi sono già espresso sulla tematica dell’overtourism, sulle sue cause e sulle sue conseguenze e chi mi segue sa bene che i miei viaggi si discostano sempre dagli itinerari più battuti (altrimenti, non sarei andato in Ladakh). Ne parlo sempre anche alle presentazioni dei miei libri.

La popolarità del Lago Pangong ha subito un’impennata in seguito alla pubblicazione del film indiano “3 Idiots” nel 2009, che ha come scena più famosa quella girata proprio sulle sponde del lago. L’effetto più eclatante di questo boom è stato il posizionamento (in un punto preciso della costa) di una serie di scooter gialli in plastica che ricordano quelli usati dai protagonisti del film e di file di seggiolini colorati dove i turisti possono andare a scattarsi delle fotografie ricordo. Sia chiaro: sono assolutamente contrario a questa iniziativa, ma intendiamoci: avete presente quanto è grande il Lago Pangong e per quanti chilometri si estendano le sue coste? Inoltre il film in questione è praticamente sconosciuto al di fuori dell’India.

Sono stato a Pangong tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, dunque nel periodo di massima affluenza turistica: la quantità di visitatori non era tale da mettere in dubbio neanche per un secondo la tranquillità e la pace del luogo – che, anzi, mi sono goduto davvero appieno.

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Le acque cristalline del Pangong Tso, lago sacro in Ladakh.

Quindi, ragazzi, chiariamoci: per quanto Pangong sia una destinazione “nota” tra i turisti, non stiamo parlando di certo delle Tre Cime di Lavaredo, del Lago di Braies o di Roma nel mese di agosto.

Pangong Lake dove dormire?

Dormire sulle rive del Lago Pangong è un’esperienza indimenticabile. Spesso è anche una questione di necessità, visto che il viaggio da Leh è davvero lungo e che serve almeno una notte di sosta prima di ripartire alla volta della città o della meta successiva del viaggio. Se poi il cielo è sereno e senza luna, lo spettacolo è assicurato!

La costa sud del lago è anche l’unica percorsa da una strada. Solo qui sono presenti dei villaggi o, sarebbe meglio dire, dei piccoli insediamenti che praticamente si sostengono unicamente con il turismo. Le sistemazioni, qui, sono dei cottage prefabbricati più o meno lussuosi, ma tutti soggetti alle forti limitazioni di un territorio aspro, selvaggio e difficile da raggiungere e servire. Leggasi: acqua calda limitata e non sempre disponibile, corrente elettrica tipicamente per 2-3 ore alla sera e pochi comfort. Le condizioni igieniche e di pulizia, poi, lasciano spesso a desiderare.

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Il Lago Pangong al tramonto.

A dispetto di tutto ciò, i prezzi sono davvero esosi rispetto agli standard del Ladakh con cottage che partono da 19-20€ e che possono tranquillamente superare i 100€ (la media per una notte in Ladakh è di 5€). Prenotare in anticipo è fondamentale, utilizzando applicazioni come Booking o MakeMyTrip (quest’ultima molto in voga in India e spesso vantaggiosa).

Le tre aree principali dove cercare una sistemazione sono i villaggi di Lukung, Merak e Spangmik. Quest’ultimo è il capolinea della tratta dell’autobus Leh-Pangong.

Cosa vedere in Ladakh

In questo articolo ti ho parlato di una delle meraviglie naturali più incredibili e suggestive del Ladakh: il Lago Pangong. Un luogo che, te lo assicuro, non dimenticherai facilmente. Organizzare una gita sulle sponde di questo lago non è una cosa semplice e per questo spero che i miei consigli e suggerimenti ti siano utili per pianificare al meglio la tua esperienza!

Il Ladakh non è tuttavia solamente natura, ma anche tantissima cultura a cominciare dai monasteri buddhisti che sono una parte integrante di ogni paesaggio: ce ne sono davvero molti, ma qui ti aiuto a capire quali devi assolutamente visitare.

✉️ Se hai ancora dubbi o perplessità, contattami subito o lascia un commento e sarò felice di rispondere alle tue domande!

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