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Il Monte San Bernardo è una delle cime più amate dagli abitanti della Valceresio, splendida valle prealpina che si apre a nord della provincia di Varese al confine con la Svizzera. Sulla sua vetta, a 1020 mslm, si erge l’iconica statua di San Bernardo da Mentone, che, oltre a dare il nome a questa montagna, sembra letteralmente dominare l’immenso panorama che questa offre e che abbaraccia l’intera valle, il sottostante paese di Bisuschio, il Lago di Lugano e alcune delle cime più iconiche delle Prealpi Varesine, Luganesi e Comasche.
Sono in pochi, tuttavia, a conoscere l’affascinante storia che si nasconde dietro alla statua del San Bernardo e alle sue origini: ecco perché, in questo articolo, voglio raccontarti qualche interessante aneddoto che probabilmente non sapevi.
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Monte San Bernardo Bisuschio: la posa della statua
La statua di San Bernardo da Mentone, che svetta in cima al Monte San Bernardo, venne scolpita da Giuseppe Galli, allievo del professore Adolfo Wildt dell’Accademia di Brera e originario di Viggiù, paese della Valceresio confinante con Bisuschio. La scultura ritrae San Bernardo insieme a un “diavolo incatenato”, poiché, almeno secondo la leggenda, il Santo riuscì a sconfiggere più volte (e in modi diversi) il demonio.
La versione più celebre della storia racconta di come San Bernardo riuscì a catturare un demone che aveva tentato di sabotare il suo carro durante un viaggio verso la città di Vigevano: una volta giunto a destinazione, il Santo consegnò il demone alla folla, che lo incatenò e lo bruciò su una pira.

La posa della statua sul San Bernardo, cima che fa parte del più imponente massiccio del Monte Minisfreddo, risale al lontano 1933 ad opera del Gruppo Escursionistico Bisuschiese. Questo intraprendente gruppo di volontari di Bisuschio, paese che sorge proprio ai piedi del monte, non si occupò solamente di erigere il basamento e di posizionare la statua, bensì anche dell’immane lavoro e dello sforzo indispensabili per trasportare in vetta, a spalla, tutto il materiale necessario.

Il fulmine e la donazione di Alcide De Gasperi
Un impegno davvero notevole, quello del Gruppo Escursionistico Bisuschiese, che purtroppo andò vanificato nel 1950 quando, durante un temporale, un fulmine si abbattè sul basamento. La statua di San Bernardo cadde e rovinò giù dalla montagna, rotolando fino alla base della rupe che la ospitava. Fu Angelo Gandolla, allora segretario della sezione D.C. di Bisuschio, a prendere in mano la situazione: scrisse di suo pugno una lettera al Primo Ministro Alcide De Gasperi, spiegandogli l’avvenuto e chiedendogli aiuto.
Come testimonia un prezioso documento datato 3 ottobre 1950 (riportato in foto qui sotto), Alcide De Gasperi si offrì volentieri di contribuire al ripristino del danno con una donazione personale di 2000 lire: la cifra necessaria, cioè, per effettuare i lavori di manutenzione e riparazione del monumento di San Bernardo da Mentone in cima all’omonimo monte – monumento che ancora oggi accompagna chi sale in vetta.

Il Crocefisso alla sella Rho-Minisfreddo
La statua del San Bernardo non è tuttavia l’unica installazione degna di nota presente sulla montagna: nel 1966, l’allora neonato Gruppo Amatori della Montagna (G.A.M.) posò una croce ed un crocefisso in legno sulla sella tra il Monte Rho d’Arcisate e il Monte Minisfreddo. La croce, resistita fino ai giorni nostri, venne realizzata da Carlo Frigerio, un falegname di Bisuschio. Il crocefisso fu invece originariamente commissionato ad Arturo Favè, anch’egli di Bisuschio, che scolpiva abilmente il legno e il marmo.
Soprannominato “Nonnino”, Favè era anche un esperto erborista, che preparava unguenti e prodotti officinali che vendeva sia alla popolazione della Valceresio che a numerosi clienti provenienti dalla vicina Svizzera. Sfortunatamente, il crocefisso in legno scolpito da Favè andò perduto quando degli sconosciuti gli diedero fuoco: venne quindi sostituito negli anni Settanta con una scultura in bronzo che è ancora oggi presente sulla sella.
Si ringrazia il G.A.M. Bisuschio per le informazioni e il materiale forniti.

L’escursione al Monte San Bernardo da Bisuschio
L’escursione al Monte San Bernardo partendo da Bisuschio è una delle più panoramiche e appaganti della Valceresio: una volta arrivati in cima, una moderata fatica viene ricompensata da una generosa vista che abbraccia le principali cime della Valceresio (incluso il Monte Piambello, che è la più alta delle montagne della valle a 1125 mslm), il Lago di Lugano (o Lago Ceresio) e alcune notevoli montagne delle Prealpi Luganesi (come ad esempio il Monte Boglia) e delle Prealpi Comasche (su tutte il Monte Generoso e il Monte Sighignola). Volendo è possibile proseguire fino al Monte Minisfreddo (1040 mslm) e anche oltre, verso l’imponente e suggestivo Poncione di Ganna: interessante è l’anello che parte e torna a Bisuschio toccando tutte queste cime.
Quella al San Bernardo, insieme a tantissime altre splendide passeggiate, è descritta nel mio libro “Le Prealpi Varesine: 50 Escursioni tra Varese e il Canton Ticino”: un incredibile viaggio, di vetta in vetta, alla scoperta delle meraviglie di un territorio ricco di bellezza e cultura. Con descrizione dei sentieri, cartografia e oltre 60 fotografie a colori.
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