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Se ti chiedessi di pensare alla Norvegia, probabilmente le prime cose che ti verrebbero in mente sarebbero i fiordi, le montagne a picco sul mare e le tipiche casette rosse simili a palafitte che contraddistinguono i villaggi di pescatori. In poche parole, penseresti immediatamente alle Isole Lofoten.
Andarci è sempre stato tra i miei sogni di viaggiatore: una delle tante voci nella lista dei desideri che ho continuato a rimandare per diversi motivi (diciamocelo chiaramente: la ragione principale era il budget) almeno fino a questo autunno. E così ho scoperto che settembre è uno dei mesi migliori per visitare le Isole Lofoten. Sei curioso di sapere perché? Allora continua a leggere questo articolo: oggi ti racconterò la mia esperienza on the road nell’arcipelago norvegese, ti darò le mie impressioni al riguardo e, soprattutto, ti dirò perché dovresti (e non dovresti) andarci!
In questo articolo
Isole Lofoten dove si trovano?
Le Isole Lofoten sono un arcipelago della Norvegia che si estende a nord del Circolo Polare Artico, nella regione del Nordland. Sono bagnate dal Mar di Norvegia e sono caratterizzate da ambienti montani, ampi e selvaggi, molto poco antropizzati. Le isole principali sono cinque, anche se il numero sale abbondantemente se si prendono in considerazione anche le isole minori e i piccoli atolli. Da est a ovest troviamo:
- Austvågøy
- Gimsøya
- Vestvågøy
- Flakstadøya
- Moskenesøya
Una straordinaria successione di opere ingegneristiche collega perfettamente tutte le isole – principalmente attraverso la strada panoramica E10. I ponti che congiungono le diverse isole sono tra i più incredibili del mondo, ma a lasciare senza parole sono gli impressionanti tunnel che passano sotto al mare: una vera esperienza.

Le città principali, ideali anche come punto di appoggio per l’esplorazione dell’arcipelago, sono Svolvær (sull’isola di Austvågøy) e Leknes (sull’isola di Vestvågøy). Celebre, soprattutto per il suo nome, è poi Å – il piccolo villaggio collocato all’estremo punto meridionale dell’isola di Moskenesøya e centro abitato più a sud delle Lofoten – nonché paese con il nome più corto al mondo. Devo ammettere che è stato piuttosto soddisfacente metterci piede circa un anno dopo aver visitato il paese con il nome più lungo del mondo. A proposito: tu lo sai dove si trova?
Quando andare alle Lofoten: i periodi migliori dell’anno
Le Lofoten sono una meta turistica sia in estate, quando è possibile ammirare i tipici paesaggi norvegesi con la magia del sole di mezzanotte, sia in inverno – quando invece i protagonisti sono l’aurora boreale, la neve e il buio.
Tra i mesi di giugno e luglio il sole sulle Lofoten non tramonta mai, limitandosi a sfiorare l’orizzonte per poi risalire nuovamente (sempre ammettendo che non sia coperto dalle nuvole …). Al contrario, tra dicembre e gennaio le ore di luce si riducono fino a rasentare la notte polare – che tuttavia, ad essere precisi, non si verifica mai nonostante il sole non sorga per almeno quattro settimane: ciò che succede concretamente è che nella fascia centrale della giornata i piccoli villaggi di pescatori vengono inondati dalla cosiddetta blue hour, una suggestiva luce crepuscolare.
Nessuno parla però di quanto siano spettacolari le Isole Lofoten in autunno. Sarò onesto: neppure io lo sapevo e ho scelto di visitarle in questo periodo per puro caso. Per prima cosa devi sapere che in Norvegia (il motivo puoi immaginarlo) l’autunno arriva prima che alle nostre latitudini: specialmente nell’estremo nord, ovvero nella Lapponia Norvegese nei dintorni di Tromsø, i colori autunnali sono tali da mozzare il fiato già agli inizi di settembre. Alle Lofoten arrivano un poco più tardi, dalla metà del mese in avanti o addirittura verso la fine per via di un clima leggermente più mite.
Al di là degli spettacolari colori autunnali (che comunque sono un motivo più che valido per scegliere di visitare le Lofoten tra settembre e ottobre), questa stagione intermedia consente di godere di una minore affluenza turistica (cosa sempre gradita), di costi un po’ inferiori rispetto all’estate e di un perfetto compromesso tra temperatura e ore di luce. Considera infatti che a settembre si hanno ancora all’incirca 12-13 ore di luce e che le temperature oscillano dai 5 °C ai 12 °C: un clima che oserei definire idilliaco.
Lo svantaggio è sicuramente legato alla piovosità del periodo, maggiore rispetto ad altri mesi dell’anno. Ma, parliamoci chiaro: chi è così ingenuo da preparare un viaggio in Norvegia aspettandosi di trovare un sole che spacca le pietre? Suvvia.
Isole lofoten opinioni: cosa aspettarsi
Veniamo ora al fulcro di questo articolo: cosa bisogna aspettarsi da un viaggio nelle Isole Lofoten? Io, personalmente, ero carico di aspettative. Aspettative legate in primis ai paesaggi, ma in secondo luogo (e non necessariamente per importanza) anche alla cultura e alle esperienze locali. Andrò dritto al punto: non tutte sono state soddisfatte.
Una cosa non può essere messa in discussione: l’eccezionalità dei panorami che offrono le Lofoten. Quando si guida lungo la strada panoramica E10 che scende da Tromsø e si percorre il ponte che giunge sulla prima isola, si cominciano a vedere paesaggi che, da soli, valgono il viaggio. Si stenta a credere che al mondo possa esistere un arcipelago così montuoso, con pareti quasi verticali alte più di mille metri che si gettano ripide nel mare. Si attraversano paesaggi selvaggi, verdissimi, abbondanti di torrenti, cascate nascoste e specchi d’acqua così calmi da riflettere perfettamente l’ambiente circostante, dando così vita a scene a dir poco perfette. A me hanno ricordato vagamente i loch delle Highlands Scozzesi.

E poi, ovviamente, ci sono i villaggi di pescatori e i rorbu – le tipiche casette norvegesi in stile palafitticolo che caratterizzano i paesini delle Lofoten e che tempestano i fiordi. Oltre ad essere bellissime da vedere, sono anche indiscutibilmente fotogeniche ed era un mio sogno quello di trovarmi di fronte a questi paesaggi che ho sempre visto in televisione o sulle riviste specializzate. C’è solo una cosa da dire: wow.
Ti sembrano motivi sufficienti per scegliere di visitare le Isole Lofoten? A me, personalmente, sì: rifarei questo viaggio senza esitazioni e non posso che incoraggiarti a fare lo stesso. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti che è meglio conoscere prima di gettarsi a capofitto nell’organizzazione di un viaggio per questa destinazione nordica. Vediamo quali sono.
I villaggi di pescatori sono quasi totalmente turistici
E con ciò intendo dire che sono prevalentemente abitati da … turisti! Come è ovvio che sia, i minuscoli paesini che un tempo erano popolati dai pescatori norvegesi e dalle loro famiglie hanno dovuto riconvertirsi ed esplorare opportunità di guadagno differenti. La quasi totalità dei rorbu è stata oggi trasformata in minuscoli appartamentini che vengono affittati ai turisti a costi veramente elevati e spesso proibitivi per chi viaggia (come me) senza troppi lussi e con un budget risicato.
Se da una parte questa scelta ha permesso di preservare perfettamente le tipiche casette, l’altro lato della medaglia è che alle Lofoten è quasi del tutto sparito il contatto con la popolazione locale. Una delle cose che mi sono chiesto più spesso è stata: “Tutto bellissimo, ma dove sono finiti i local?”.

I villaggi norvegesi collocati lungo i fiordi (e in particolare alle Lofoten) non sono mai stati pensati come centri di aggregazione. In assenza di un vero e proprio “centro storico”, di negozi locali e di botteghe, l’impressione è sempre quella di visitare nuclei costituiti da una manciata disordinata di casette occupate esclusivamente dai turisti o addirittura sfitte nei periodi di minore affluenza.
Un paradigma del tutto diverso rispetto a quello a cui siamo abituati pressoché in qualunque altra parte del mondo. Se a questo aggiungiamo il fatto che, rispetto ad altri popoli, i vichinghi e i norreni non hanno mai sviluppato una cultura improntata sul preservare beni ed edifici storici, il quadro finale potrebbe apparire un po’ piatto e (passatemi il termine) finto.
Diversa è la situazione nelle città più grandi e sviluppate (ad esempio le già citate Svolvær e Leknes), che tuttavia risultano fortemente orientate al commercio e alla modernità: sono i poli commerciali e portuali dell’arcipelago, nonché la sede di numerosi uffici e aziende.
Sintetizzando in poche parole: se ti aspetti di trovare alle Lofoten pittoresche cittadine da vivere e apprezzare lentamente o incantevoli borghi da esplorare, inevitabilmente rimarrai deluso. Il segreto è farsi le giuste aspettative e saper cogliere tutto ciò che una nuova meta ha da offrire.
Bada bene: ci sono paesini che ho apprezzato davvero tanto e che mi sono rimasti nel cuore per via della loro atmosfera assolutamente suggestiva e unica. Tra questi ci sono Henningsvær, Hamnøy e Sakrisøya. Ma non preoccuparti: di questo parleremo in un’altra occasione, quindi continua a seguirmi e non perderti i prossimi racconti di questo viaggio!

Una netta barriera tra local e turisti
Non è solo una questione pratica: ho avuto la netta impressione che i turisti, alle Lofoten, non siano visti particolarmente di buon occhio. Se mi leggi abitualmente su questo blog o se mi segui sui social, non c’è bisogno che ti spieghi quanto io sia un amante dell’Asia e della cultura asiatica. Quando viaggio in Europa (specialmente nel nord, che adoro), sono ovviamente sempre preparato ad un tipo di accoglienza radicalmente diverso e necessariamente più freddo e distaccato.
Mai come alle Lofoten, tuttavia, ho percepito questa invisibile barriera che si frappone tra i local e i visitatori. Non è una questione di gentilezza o di cordialità, quanto di … puro distacco. Questione di mentalità: non resta che rispettarla e adeguarsi, come sempre. Un vero viaggiatore, in genere, ci riesce sempre.
Norvegia: perché andare alle Lofoten (e perché no)
Le Lofoten sono una di quelle destinazioni che andrebbero viste almeno una volta nella vita: specialmente se visitate on the road, magari noleggiando un van o un camper per i più avventurosi, queste isole della Norvegia possono regalare veramente tante soddisfazioni. I panorami che ho visto sono tra i più suggestivi del Nord Europa, le spiagge tra le più azzurre di sempre e gli scenari offerti dalle diverse isole dell’arcipelago sono vere e proprie cartoline. Se poi sei un appassionato di trekking ed escursioni (anche impegnative), di sicuro troverai pane per i tuoi denti. Questi sono i “perché sì” alla domanda “vale la pena di andare alle Lofoten?”.
Veniamo ora ai “perché no”.
Se sei alla ricerca di un viaggio fortemente orientato all’aspetto culturale, le Lofoten potrebbero non essere la tua meta ideale: altre zone della Norvegia, come ad esempio la Lapponia, potrebbero essere ben più adatte ad un viaggio di questo tipo perché sono intrise di una cultura più pervasiva – come quella Sami. Se non hai intenzione di noleggiare un’auto e hai un numero limitato di giorni a disposizione, le Lofoten non sono la scelta giusta. Se cerchi una popolazione accogliente e calorosa, dovresti probabilmente rivedere la rotta.
Se sei arrivato fin qui e non ti sei fatto scoraggiare dai (pochi) punti negativi che ho voluto, per onor del vero, sottolineare, complimenti: le Isole Lofoten ti aspettano e sarò più che felice di aiutarti a organizzare il tuo viaggio. Se vuoi ricevere una consulenza e un itinerario studiato su misura per te, scrivimi e cominciamo subito a pianificare la tua esperienza!
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