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7 cose da vedere in Cantabria tra mare, montagna e sequoie secolari

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Un viaggio on the road che ti permette di goderti spiagge oceaniche, montagne d’alta quota e tanto verde: è l’esperienza che puoi vivere in Cantabria, la comunità autonoma spagnola del nord che regala sorprese a non finire. Personalmente, la parte settentrionale della Spagna è stata una rivelazione: non avrei mai pensato di ritrovare così vicino a casa i paesaggi mozzafiato tipici del Nord Europa, che tanto mi hanno ricordato l’Irlanda. Del resto, stiamo pur sempre parlando di un’altra terra celtica, l’ennesima che ho avuto il piacere di scoprire e apprezzare dopo le mie altre avventure in giro per il Vecchio Continente.

Sei pronto a scoprire tutto quello che la Cantabria può riservarti? Te lo racconto in questo articolo, nel quale troverai una carrellata di 7 cose da vedere in una delle regioni più affascinanti di Spagna!

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Cantabria cosa vedere: la Costa Quebrada

Tra la città di Santander (capoluogo della regione autonoma della Cantabria) e la splendida Santillana del Mar (della quale parleremo tra pochissimo) si estende un tratto di costa davvero magnifico: la Costa Quebrada è caratterizzata da spiagge selvagge, spettacolari scogliere a picco sul mare e suggestive formazioni rocciose.

Il Mirador deL ACantilado El Bolao

Se guardando questa foto hai pensato alle celebri Cliffs of Moher, le scogliere più famose d’Irlanda, non posso di certo biasimarti: il Mirador del Acantilado El Bolao, che si trova proprio in Cantabria lungo la Costa Quebrada, ricorda davvero tanto le celebri Cliffs irlandesi. Con la differenza che si tratta di un luogo molto meno turistico e affollato, a maggior ragione durante i mesi di bassa stagione quando ho avuto la possibilità di visitarlo.

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Il Mirador de Acantilado El Bolao, uno dei punti più suggestivi lungo la Costa Quebrada in Cantabria.

Il Mirador si raggiunge attraverso una stradina stretta ma agevole, che si può percorrere senza problemi in auto prestando attenzione soprattutto ai trattori e ai mezzi agricoli che transitano per i campi. A disposizione dei visitatori c’è un parcheggio sterrato, di modeste dimensioni ma completamente gratuito.

Oltre al punto panoramico (il mirador, appunto) è possibile seguire un sentiero che percorre un breve tratto di costa. La parte più suggestiva, però, è proprio quella del mirador – che è collocato in corrispondenza della foce del fiume Arroyo de la Presa. Il corso d’acqua si getta così nel Mar Cantabrico, la porzione cioè di Oceano Atlantico compresa nel Golfo di Biscaglia.

Rispetto a luoghi più turistici e blasonati, ti faccio notare che qui non sono presenti pannelli informativi e cartelli particolari che mettono in guardia i visitatori dai pericoli (evidenti, peraltro) derivanti dallo sporgersi eccessivamente verso i precipizi. D’altra parte, penso che basti un po’ di buonsenso per capire che si può cogliere la bellezza del paesaggio naturale e delle scogliere anche senza dover necessariamente rischiare la pelle per una foto. No?

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Panorama dal Mirador del Acantilado El Bolao.

Arnìa BeacH

Un altro punto assolutamente da non perdere lungo la Costa Quebrada è Arnìa Beach, la spiaggia più selvaggia della Cantabria. L’accesso alla spiaggia è collocato in una zona residenziale ordinata ed elegante, all’incirca a metà strada tra i paesi di Soto de la Marina e Liencres – non distante da Santander. Dalla città, la spiaggia si raggiunge in appena 20 minuti in auto!

Il parcheggio è gratuito e situato a due passi dall’imbocco del sentiero che porta alla spiaggia. A caratterizzarla sono i cosiddetti Urros de Liencres, ovvero delle scogliere che sorgono a poche centinaia di metri dalla riva fuoriuscendo dal mare e che sembrano assurdamente ordinate parallelamente alla costa: uno scenario davvero incredibile, soprattutto quando c’è la bassa marea. In questa circostanza, non potrai fare a meno di notare che tutto il fondale è in realtà estremamente stratificato.

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Arnia Beach con i suoi caratteristici Urros de Liencres.

La spiaggia vera e propria, Arnìa Beach per appunto, si raggiunge percorrendo per pochi minuti a piedi un bel sentiero che circonda tutta la scogliera e giunge in un angolo ancora più nascosto e selvaggio: la Playa de Covachos. Con una spiaggia così, pareti verdissime, prati sospesi in cima alle scogliere e addirittura una cascata che si getta nel mare, c’è poco da dire: è come trovarsi in un sogno.

Al largo della Playa de Covachos sorge un’isolotto roccioso chiamato Isla del Castro. La sua particolarità è che, nelle fasi di bassa marea, una sottile striscia di sabbia – chiamata Tombolo de Covachos – la connette alla terraferma. Ma attenzione: con l’arrivo dell’alta marea, il passaggio viene completamente sommerso!

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Playa de Covachos, un angolo particolarmente suggestivo vicino ad Arnia Beach.

Santillana del Mar Spagna: il paese “delle 3 bugie”

Non è santa, non è piana (llana, in spagnolo) e non è sul mare: è per questo che i local, scherzosamente, hanno affibbiato a Santillana del Mar il nomignolo di “cittadina delle tre bugie”. Scherzi a parte, però, Santillana è un vero e proprio gioiello che dovrebbe essere inserito in qualunque itinerario di viaggio che si rispetti in Cantabria: la sua atmosfera e la sua ambientazione medievale sono senza eguali, anche perché (contrariamente a questo spesso accade) ciò non si limita a una piccola porzione di centro storico, ma all’intera cittadina.

Ecco che, allora, diventa un vero e proprio piacere camminare per i suoi vicoli interamente ciottolati, scoprire i suoi scorci, esplorare le botteghe artigianali e, perché no, fermarsi in una delle tantissime sidrerie per degustare del buon sidro locale.

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I vicoli ciottolati di Santillana del Mar.

Le specialità cantabriche sono tuttavia anche mangerecce: da provare assolutamente è la quesada pasiega, una torta a base di burro, formaggio spalmabile e cannella della quale esistono molte versioni e che spesso viene venduta anche per strada appena sfornata.

Santillana del Mar è anche un’importante tappa del Camino de Santiago del Norte, la variante del Cammino che parte da San Sebastiàn nei Paesi Baschi per giungere fino a Santiago de Compostela attraversando la Cantabria e le Asturie: ecco perché, tra i vicoli della cittadina, troverai spesso e volentieri riferimenti e indicazioni del cammino, con la celebre “concha” gialla su sfondo blu.

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Santillana del Mar, centro storico e botteghe artigianali.

Una vera chicca di Santillana del Mar è il Museo delle Torture: un viaggio nel passato più oscuro dell’umanità, riservato ai più forti di stomaco, con la possibilità di vedere alcune delle più tremende tecniche di tortura usate tra il Medioevo e l’età industriale.

Il parcheggio per le auto a Santillana del Mar si trova appena prima dell’ingresso al centro paese. È ampio e gratuito al di fuori dei mesi di alta stagione, quando sono invece attivi i parchimetri per il pagamento della sosta.

Santander, la città che non ti aspetti

Chi mi segue abitualmente su questo blog sa benissimo che non sono un amante delle grandi città. E proprio per questo devo ammettere che la tentazione di escludere Santander dal mio itinerario on the road in Cantabria, prediligendo attrazioni naturali, è stata forte … ma per fortuna ho resistito! Il punto, infatti, è che Santander non è per niente una grande città, o meglio, per essere il capoluogo della Cantabria si mantiene piuttosto a misura d’uomo: poco traffico e ampie aree verdi consentono di viverla senza alcun problema.

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Cosa vedere a Santander in un giorno

Caratteristico di Santander è lo stile architettonico dei suoi edifici più importanti, che sono ovviamente le banche (del resto, la città presta il nome ad un vero colosso spagnolo) e i casinò. Ma una vera chicca del capoluogo cantabrico è la Penisola de la Magdalena, un’area verde dominata da un ampio parco e che vede nel Parque Marino una delle sue principali attrazioni.

Il Parque Marino de la Magdalena ospita foche, leoni marini, pinguini e altre specie animali che vivono all’aperto, in zone adagiate sulla costa e al contempo visitabili dai turisti in modo completamente gratuito. Gli animali sono ben tenuti e curati, hanno sufficiente spazio a disposizione e non sono assolutamente malnutriti. Se ti trovi a passare per Santander, dunque, non perdere l’occasione di fare due passi sul molo e di vedere da vicino questi splendidi animali!

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Foche al Parque Marino de la Magdalena, Santander.

Sulla penisola sorgono anche un piccolo museo a cielo aperto chiamato “Museo dell’Uomo e del Mare”, con l’esposizione di diverse imbarcazioni, e il parco del Palacio de la Magdalena – un tempo residenza estiva dei sovrani di Spagna e oggi aperto al pubblico. Di fronte al palazzo si estendono dei giardini e una bellissima vista sia sulle montagne della Cordillera Cantabrica, sia sul vicino Faro di Mouro che si trova al largo della penisola.

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Il Palacio de la Magdalena a Santander.

Parlando di spiagge, degna di nota è sicuramente la Playa del Camello: è raro trovare spiagge così affascinanti a due passi dal centro città!

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La Playa de Camellos a Santander.

Castro Urdiales, borgo pittoresco

Adagiato sulla costa, appena oltre il confine con i Paesi Baschi, Castro Urdiales è uno dei borghi più affascinanti della Cantabria ed è una delle tappe che non si possono assolutamente perdere in questa parte della Spagna. Devo dire, infatti, che insieme a Santillana del Mar (della quale ti ho parlato poco più sopra) questo è stato uno dei paesini cantabrici che ho amato di più nel mio viaggio.

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Castro Urdiales: panorama verso la chiesa e il porto.

Simbolo di Castro Urdiales è la Chiesa gotica di Santa María de la Asunción, che sorge in cima a un’altura situata sul porto della città – il che rende lo scorcio particolarmente pittoresco. Caratteristica è la passeggiata in riva al mare, ampia e completamente pedonale, che costeggia il porto e che giunge alla Plaza del Ayuntamiento.

Da non perdere è una tappa in una delle tantissime caffetterie e bakery del lungomare.

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Castro Urdiales, architettura degli edifici.

Potes e i Picos de Europa

Muovendosi verso l’entroterra cantabrico, i protagonisti assoluti sono i Picos de Europa – le montagne che si stagliano al confine tra la Cantabria, le Asturie e la provincia autonoma di Castilla y Leon e che sfiorano i 2600 metri di altitudine sul livello del mare. Innevati d’inverno e verdissimi in estate, i Picos sono montagne semplicemente meravigliose.

Ho deciso di dare ampio spazio al racconto della mia esperienza sui Picos de Europa in questo articolo, che ti invito a leggere per capire come ti consiglio di visitarli e come raggiungere i punti fotografici migliori – ma anche dove alloggiare nel caso volessi approfondire la conoscenza di questa parte della regione.

Potes è uno dei villaggi più vicini ai Picos de Europa e un ottimo punto base per chiunque voglia esplorare in più giorni la zona dei Picos de Europa. Le montagne fanno da sfondo a un affascinante borgo medievale: famosa è la Torre del Infantado, ma pittoreschi sono i suoi vicoli ciottolati, che si sviluppano lungo il corso del fiume Deva, e i suoi ponti di pietra.

Sebbene Potes non sia una tappa del Camino di Santiago del Norte, è ugualmente nota tra pellegrini e viandanti poiché sorge lungo il Camino Lebaniego, che collega San Vicente de la Barquera con il Monastero di Santo Toribio.

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Potes, splendido borgo nelle vicinanze dei Picos de Europa.

Le Sequoie di Cabezon de la Sal

Lo sapevi che la foresta di sequoie più grande d’Europa si trova in Spagna? Sì, hai indovinato: è proprio in Cantabria, e non è lontana dalla cittadina di Comillas (che si trova sulla costa e della quale ti parlerò tra pochissimo). La foresta di Cabezon de la Sal si estende per 2,5 ettari e comprende la bellezza di 850 meravigliose sequoie, la cui altezza va dai 40 ai 50 metri. Chiariamoci: non stiamo parlando delle grandi sequoie americane, che possono essere alte addirittura 80 metri e avere un diametro di 30, ma sono pur sempre dei veri e propri giganti e ti assicuro che trovarsi al loro cospetto è un’emozione particolare.

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Le sequoie di Cabezon de la Sal.

La foresta di sequoie si raggiunge senza alcun problema in auto. Ambo i lati della strada è disponibile un ampio parcheggio gratuito, dove è possibile lasciare il proprio mezzo e proseguire a piedi lungo i sentieri che consentono di esplorare l’intera area boschiva che ricopre il Monte Cabezon. Sono infatti presenti diversi sentieri tematici, che attraversano non solo la foresta di sequoie ma anche boschi di eucalipto, castagno, quercia, agrifoglio e abete. Ciascun sentiero è contraddistinto da un colore differente, utilizzato sia sulla mappa consultabile all’ingresso della foresta, sia sulla segnaletica.

Le sequoie si trovano nella parte bassa del Monte Cabezon, dunque sia che si scelga di seguire un sentiero tematico, sia che si prosegua sulla strada, è necessario scendere un pochino di quota prima di trovare finalmente gli alberi giganti. In ogni caso, in 15-20 minuti dal parcheggio si raggiungono le sequoie.

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Lo so: ti stai chiedendo come ci siano finite le sequoie in Europa, non è vero? Siamo infatti tutti convinti che questi enormi alberi siano originari del continente americano, ma in realtà si pensa che moltissimi anni fa, all’epoca dei dinosauri, le sequoie ricoprissero addirittura tutto l’emisfero boreale: è stato solamente a seguito dei grandi cambiamenti climatici avvenuti successivamente che le sequoie sono scomparse alle nostre latitudini, rimanendo confinate alla zona della California e dell’Oregon – dove il clima temperato e umido, con nebbie frequenti, crea le condizioni ottimali per la loro crescita.

La presenza delle sequoie in Europa, e in particolare in Spagna, si deve agli inglesi – che nel 1843, di ritorno da spedizioni nelle Americhe, le reintrodussero … come piante ornamentali!

Questa escursione è particolarmente adatta a chi viaggia con famiglia e bambini, perché i sentieri che attraversano la foresta sono ampi e agevoli, appositamente studiati per essere accessibili e didattici anche attraverso l’ausilio di pannelli informativi (purtroppo solamente in lingua spagnola, il che è una mancanza che ho ritrovato spesso in Spagna). Una passerella di legno consente anche alle carrozzelle di addentrarsi per un tratto nel bosco di sequoie.

Comillas e il “Capriccio” di Gaudì

Tornando sulla costa cantabrica, una cittadina che vale la pena di visitare brevemente è Comillas. E il motivo non è da ricercarsi in scorci particolarmente pittoreschi, come per gli altri borghi di cui ti ho parlato in questo articolo, bensì in una serie di stravaganze che la rendono decisamente unica.

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“Il Capriccio” di Antoni Gaudì a Comillas.

“El Capricho” è uno degli edifici più eclettici che siano mai stati progettati dal noto architetto spagnolo Antoni Gaudí. In effetti, è sufficiente guardarlo dall’esterno per comprendere come l’edificio abbia ben poco di tradizionale e rappresenti qualcosa di davvero unico nel suo genere. La villa, che venne commissionata a Gaudí da un cognato indiano del marchese di Comillas e che venne realizzata in stile modernista, è oggi visitabile internamente dopo aver ospitato per tanti anni (fino al 2009) un ristorante.

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Senza scendere nel dettaglio dell’architettura dell’edificio (anche perché non ho alcuna competenza in merito) ti segnalo due cose interessanti: la prima sono i girasoli, che tornano svariate volte nell’arte di Gaudí e che hanno un ruolo centrale in questo progetto. Pensa infatti che, oltre a comparire innumerevoli volte come elemento decorativo della villa, le sue singole stanze sono state progettate affinché la vita quotidiana potesse seguire i ritmi naturali della giornata. Quindi, per intenderci, le stanze adibite alle attività mattutine sono tutte affacciate verso est, mentre quelle per le attività pomeridiane sono rivolte a ovest. Un po’ come i girasoli, che si spostano seguendo il sole.

La seconda particolarità è che nel parco della villa è presente proprio una statua di Antoni Gaudí, raffigurato mentre osserva e contempla la sua opera architettonica.

La Casa del Duca di Almodóvar

Sembra uscita direttamente dai libri di Harry Potter e possiede indubbiamente uno stile eccentrico: è la Casa del Duque de Almodóvar e si trova proprio a Comillas – appena fuori dal suo centro storico. Come suggerisce il nome, questa era in passato una dimora locale. Purtroppo non è possibile visitare gli interni di questa curiosa casa, poiché si tratta di una proprietà privata, ma la si può comunque ammirare dall’esterno e scattare qualche foto.

Esattamente di fronte alla casa si trova l’accesso al Parco Güell y Martos, un’ampia area verde dove sorge il monumento al Marchese di Comillas. Da questa postazione sopraelevata si ha anche una bellissima vista sul golfo sottostante, sulla spiaggia di Comillas e sul porto.

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La Casa del Duca di Almodovar a Comillas.

Quando andare in Cantabria

Se a questo punto ti stai chiedendo quale sia il momento migliore dell’anno per andare in Cantabria, devi sapere che questa parte della Spagna è dominata da un clima tutt’altro che prevedibile: un po’ come succede nei Paesi del nord Europa, infatti, bisogna essere pronti un po’ a tutto. Comprese giornate in cui tutte e quattro le stagioni si verificano in 24 ore! Del resto, sul clima della Cantabria interferiscono sia l’oceano che le montagne.

In generale, i mesi lontani dall’alta stagione sono i migliori per godersi la natura e le varie attrazioni di cui abbiamo parlato in questo articolo senza troppa affluenza di turisti e con prezzi mediamente più bassi. Il rovescio della medaglia è ovviamente che i mesi primaverili o autunnali sono in genere più piovosi e il rischio di imbattersi nel maltempo è più elevato. Considera tuttavia che la Cantabria non è affatto una regione turistica, pertanto anche nei mesi centrali dell’anno non rischierai il classico “bagno di folla” che ti potresti attendere altrove: in questi periodi, tra l’altro, avrai la possibilità di goderti maggiormente le spiagge e la costa.

Itinerario Spagna, cosa vedere in Cantabria: conclusioni

Parliamoci chiaro: la Cantabria è una di quelle regioni spagnole che più vengono sottovalutate. Non è un caso che le zone di cui ti ho parlato siano ancora poco turistiche e conosciute, ma penso che questo sia solamente un valore aggiunto: come avrai capito leggendo questo articolo, ci sono davvero tante cose da vedere e scoprire in questa parte di Spagna e sono tutte meravigliose. La cosa che personalmente mi ha sorpreso di più, tuttavia, è la grande diversità paesaggistica che contraddistingue la Cantabria: una regione dove in pochissimo tempo puoi passare dalla spiaggia alle montagne, passando per cittadine incantevoli e parchi naturali.

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